Author Archives: Centro Studi Silvio Pellico

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La riqualificazione dello spazio pubblico – Giornata di formazione 9 novembre 2017

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Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Centro Studi Silvio Pellico e Terre d’Acaia patrocinano il 9 novembre 2017, al Salone dei Cavalieri e alla Cavallerizza Caprilli di Pinerolo, una giornata di formazione e aggiornamento rivolta agli architetti, agli amministratori pubblici e ai tecnici comunali.

La riqualificazione dello spazio pubblico,
la trasformazione dei tessuti urbani e della città,
il valore del territorio e del paesaggio in cui abitiamo

è il tema della giornata, realizzata grazie al fondamentale contributo dell’Ente Sviluppo Porfido, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti del Piemonte, della Fondazione per l’architettura di Torino e dell’Università degli Studi di Ferrara.

Lo scopo della giornata formativa, organizzata dall’Ente Porfido del Trentino, organizzazione no profit, in collaborazione con il Centro Studi Silvio Pellico, nell’ambito del Progetto Terre d’Acaia è incentrato sul tema della RIQUALIFICAZIONE DELLO SPAZIO URBANO.
L’Ente Porfido del Trentino non svolge attività di marketing o promozionale dei materiali lapidei, bensì di formazione sulle tecniche e sulle tecnologie di posa in opera delle pavimentazioni e ornamentazioni in ambito urbano. Questo vale per qualsiasi materiale lapideo, compresi naturalmente quelli delle nostre terre.
Conoscere queste tecniche permette ai Comuni, nella piena libertà delle scelte e nella trasparenza degli appalti, di garantire che le pose in opera siano di qualità estetica elevata e di durata negli anni.
La giornata è rivolta anzitutto ai tecnici comunali, ma anche a tutti gli amministratori con deleghe alle opere pubbliche e al territorio, affinché possano ricevere i materiali e le competenze utili.

Come Centro Studi Silvio Pellico lo auspichiamo, che i Comuni ne approfittino per “sfruttare” gli esperti che saranno presenti anche ponendo questioni specifiche legate a progetti in corso.

La giornata è riservata agli architetti, tecnici comunali e professionisti, e naturalmente aperta agli amministratori comunali delle aree di competenza. La partecipazione costituisce titolo ai crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli Architetti. Iscrizione obbligatoria ai singoli seminari con la procedura online al sito www.fondazioneperlarchitettura.it


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Vita diocesana pinerolese

Cultura a Pinerolo? Parliamone ancora

Come noto le mie prese di posizione sulla gestione culturale degli enti pubblici in generale sono raramente in linea con il pensiero condiviso da altri operatori e presidenti di associazioni. Per questa ragione intervengo a titolo squisitamente personale, mettendoci, come si dice, la faccia.

In vista dell’importante convegno che si svolgerà a Pinerolo il 30 settembre 2017 su iniziativa dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro della Diocesi, e del quale riporto la locandina, invitando gli assessori alla cultura del territorio (di tutto il territorio) a partecipare, tre temi risultano di attualità e, in qualche modo, insisteranno sul tavolo dei relatori. Sicuramente negli appunti del sottoscritto. Li affronto per ordine di importanza.

La nuova legge quadro della cultura della Regione Piemonte

L’assessore regionale alla cultura, Antonella Parigi, nei confronti della quale notoriamente non ho mai esternato particolare stima, sia beninteso non per una questione di parte politica, ha partorito dopo un lungo lavoro il disegno di legge che dovrebbe portare la Regione Piemonte a un nuovo assetto delle politiche culturali e di sostegno in generale al settore.

Il testo completo lo potete leggere comodamente in un articolo di Gabriele Ferraris, ovviamente linkato per vostra comodità. È lunghetto, ma se siete addetti ai lavori non potete non sciropparvelo da cima a fondo. Rispetto alla sicumera che ha contraddistinto in passato la creatrice del carrozzone più farlocco e costoso che si potesse immaginare, quel Circolo dei Lettori che considero una bocciofila per fighetti attempati, l’assessore Antonella Parigi ha compiuto molti passi avanti. Non quanti sostiene Gabriele Ferraris, tanto suo sostenitore quanto acerrimo nemico dell’assessore torinese Leon e del sindaco Appendino, ma notevoli.

La partecipazione, innanzitutto, anche se mediata dal solito gruppetto di amici autoreferenziati, ha permesso di realizzare lo scorso anno gli Stati generali della cultura, dove qualche sassolino dalle scarpe i veri operatori della cultura, quelli che i conti sanno farli quadrare e cultura vera ne producono, hanno potuto toglierselo. La partecipazione, per quanto scomoda, è un caposaldo del quale la Regione pare volersi finalmente farsi carico. Non ci aspettiamo che per partecipare gli invitati debbano dimostrare di saper leggere e scrivere, altrimenti il gruppetto di amici autoreferenziati non potrebbe intervenire, ma almeno non saranno le uniche voci a dettare legge. Si spera.

La programmazione, basata su un piano triennale, dovrebbe aiutare il territorio a uscire dalle logiche dell’emergenza che hanno caratterizzato le recenti vicende legate al Salone del Libro e al taglio delle risorse. Programmazione che, a quanto si legge nel disegno di legge, dovrebbe investire anche il delicato capitolo delle strutture da ammodernare o semplicemente rendere fruibili. E qui arriviamo alle questioni del territorio pinerolese, delle quali parleremo più avanti. È chiaro che gli operatori culturali, per poter sviluppare programmi e iniziative di qualità, non possano vivere alla giornata, basandosi sull’aleatorietà degli spazi e delle risorse economiche disponibili di anno in anno, sia per quanto riguarda l’ente pubblico sia per quanto riguarda le Fondazioni.

La collaborazione di sistema deve altresì diventare un metodo imprescindibile di lavoro in campo culturale. Fare sistema fra pubbliche amministrazioni in un territorio omogeneo significa concordare le programmazioni delle iniziative. Che nel terzo millennio si pensi ancora che uno spettacolo, una fiera del libro, una manifestazione abbiano come bacino di utenza privilegiato il territorio di un singolo Comune rivela una concezione piuttosto arcaica. I flussi di fruizione delle iniziative culturali coinvolgono non solo le aree circostanti, ma possono diventare occasione di promozione turistica ed economica. Mi soffermo appena, a questo proposito, sul progetto Terre d’Acaia, al quale il Centro Studi Silvio Pelico lavora da oltre tre anni, con esiti alterni, e purtroppo con il sostegno di alcune amministrazioni soltanto, fra le quali non brilla affatto per capacità e volontà quella della Città di Pinerolo e in particolare dell’assessore Francesca Costarelli, che ha preferito impiegare risorse pubbliche per un’iniziativa separata e già moribonda piuttosto che sostenere, a costo zero per i contribuenti, un’iniziativa di più ampio respiro. Vicenda per la quale rimando alle considerazioni precedenti relative al “gruppetto di amici autoreferenziati”.

Pinerolo 1 – La bulimia di spazi inutilizzati

Pur non essendo in sintonia con un vecchio settimanale locale del territorio, generalmente intento al pettegolezzo piuttosto che al giornalismo, devo ammettere obtorto collo che l’editoriale di Paola Molino, comparso su questa testata il 20 settembre, affronta con lucidità e chiarezza il desolante quadro del dibattito culturale in atto nella Città di riferimento delle Terre d’Acaia. Le amministrazioni precedenti e, in qualche modo, anche l’attuale, hanno sempre annunciato con orgoglio le acquisizioni, o meglio le donazioni pelose, di vecchi edifici da destinare, con tanto di vincolo, alla cultura. Le associazioni si sono scapicollate per la primogenitura sulle idee per utilizzare Palazzo Vittone, da trent’anni in attesa di fondi che non arriveranno mai, la Caserma Bochard, per la quale sono stati organizzati convegni, congressi, votazioni, visite guidate e quant’altro senza naturalmente trovare il becco d’un quattrino, ora Palazzo detto degli Acaia, che sta lentamente ma inesorabilmente crollando malgrado l’intervento urgente di tamponamento. Se nel mucchio aggiungiamo, citando a caso, il Türck, in attesa del prossimo incendio, l’ex Tribunale, in attesa che la struttura, attualmente funzionale, inizi a degradarsi nell’abbandono, l’ex Municipio di Abbadia Alpina, oggetto di una battaglia meno popolare per salvarlo dall’abbattimento, abbiamo una quantità di edifici da fare impazzire di piacere gli architetti. Peccato che, sulla base delle scarse risorse disponibili, ma soprattutto delle miopi visioni amministrative, non ci sia la benché minima idea di cosa farne.

Intanto i Musei Civici languono in sedi che definire fatiscenti appare un eufemismo. Tempo fa azzardai la proposta all’assessore Martino Laurenti di prendere una mazza da baseball e, sotto minaccia fisica, imporre ai direttori dei musei di fare squadra, deportandoli tutti insieme in un’unica sede, adeguata allo scopo. Magari una sede dove i visitatori, sul modello francese, potessero trascorrere più ore, passando da un museo all’altro, con un unico biglietto (sì, un biglietto, perché la cultura, se di qualità, deve essere pagata), trovare ristoro, svolgere attività didattiche al sicuro e con adeguati supporti multimediali condivisi. La resistenza dei protagonisti resta forte, come ha sottolineato Paola Molino, e ciascuno preferisce sedere su un personale trono coperto di ragnatele che tentare una minima collaborazione. L’autorevolezza dell’amministrazione, in compenso, resta debole, come fu debole quella precedente che preferì lasciarsi scappare una convenzione con l’Università di Torino per inseguire il sogno infranto della Scuola infermieri al fine di non dispiacere un ente privato che continua a succhiare energie alla Città.

Pinerolo 2 – Misurarsi con i risultati e non con le risorse

È di oggi la polemica sollevata da un’associazione di respiro locale, Pensieri in Piazza, che annuncia la sospensione delle proprie attività per il taglio dei fondi ad essa destinati da parte dell’assessore Martino Laurenti. Non entro nel merito della vicenda, e mi limito a dare atto all’associazione di aver realizzato diverse iniziative nel territorio comunale, per buona parte legate alla presentazione di libri, e all’assessore di aver puntualizzato che la risorse messe a disposizione erano note in precedenza.

Eppure ci sono altre associazioni che di iniziative ne hanno realizzate altrettante, anche presentando libri, e di fondi non hanno avuto bisogno. Basti pensare al Percorso letterario De Amicis, bellissima idea scaturita dal cervello movimentista di Maurizio Trombotto e dal lavoro frenetico dei volontari di Italia Nostra. Oltre ottanta persone si sono presentate, in un pomeriggio domenicale, sul sagrato della Basilica di San Maurizio, versando felici un’offerta di 5 euro per partecipare. Non saranno milioni, e certo non bastano per restaurare Palazzo degli Acaja, ma hanno permesso a Italia Nostra di aprire la Chiesa di Santa Chiara e allestire una pregevole mostra.  Se parliamo di volontariato, volontariato sia. E nello stesso giorno, il Centro Studi Silvio Pellico ha presentato la nuova edizione di Alle porte d’Italia, riuscendo persino a venderne diverse copie, senza per questo chiedere all’amministrazione comunale un contributo. Anzi, versando a sua volta un contributo a un’altra associazione.

Non è una questione secondaria, in quanto…

La cultura è un’attività economica.

Inorridisco ogni qual volta un relatore, generalmente un assessore intento a difendere la propria fettina di bilancio pubblico, starnazza sulle “ricadute” degli investimenti in campo culturale. Al tempo di Gianni Oliva, la tesi era che ogni euro speso dall’ente pubblico portasse a un ritorno economico di sette euro. I sette euro non si sono mai visti, ma in compenso, per tenere in piedi la dorata e un poco lussuriosa poltrona di Rolando Picchioni, gli euro di ricaduta erano diventati diciassette, secondo il celebre matematico Michele Coppola. Come sia andata a finire con il Salone del Libro lo sappiamo tutti. E per fortuna ci è arrivata anche la magistratura, con qualche annetto di ritardo, che è costato milioni ai contribuenti.

Al coro degli assessorini si unisce naturalmente quello dei presidentini di associazioncine. Una pletora di mendicanti del contributo che nel nome del diritto universale alla cultura allungano la manina per elemosinare qualche centinaio o migliaio di euro da destinare a iniziative lodevolissime quanto intimissime: dibattiti sull’aria cotta a micro-onde, presentazioni di best seller per otto lettori, conferenze in lingua swahili medievale per ascoltatori groenlandesi.

Anche il pane è un diritto universale, eppure non mi risulta che i panettieri di Pinerolo e dei Comuni limitrofi annuncino di sospendere la produzione di pagnotte per colpa dei tagli dei contributi da parte delle amministrazioni pubbliche. Le biove le vendono, magari facendosi una sana concorrenza sulla qualità del prodotto, e, se sono panettieri con una coscienza e un senso di solidarietà nei confronti dei poveri, alla sera regalano il pane avanzato ai bisognosi piuttosto che gettarlo. Se il loro pane è scadente, probabilmente cambieranno attività, cedendo il passo a fornai più abili e preparati.

La cultura deve essere considerata un’attività economica e come tale deve misurarsi con il mercato. Non è vero, è una bugia spacciata da artisti alternativi di vetusta formazione bolscevica, che il pubblico non sia in grado di scegliere e che senza contributi pubblici non sia possibile proporre opere o allestimenti di qualità. Personalmente opero nell’editoria da decenni e il quadro delle produzione libraria dimostra che a patire la crisi, pur evidente, del settore, non sono gli editori di qualità e di contenuto, ma i produttori di non-book, di raccolte di fotografie di gattini e di ricette scopiazzate malamente. Le ingenti risorse finanziarie che ogni anno il Centro Studi Silvio Pellico destina alla produzione di libri per ipovedenti derivano dagli avanzi di gestione derivanti dalla vendita di opere culturalmente impegnative di saggistica universitaria. Il pubblico è perfettamente in grado di scegliere la qualità e la premia.

Le conferenze di elevato contenuto, gli spettacoli di apprezzabile allestimento, ottengono pubblico e dal pubblico ottengono risorse, se l’associazione che li promuove ha sufficiente capacità manageriale. Volontariato non significa approssimazione. Significa impegno della volontà e della capacità. Se mancano volontà e capacità, non saranno i quattrini regalati a pioggia a elevare le proposte.

Il sostegno pubblico deve facilitare, non finanziare.

Facilitare e sostenere le attività culturali è piuttosto facile e richiede scarse risorse. Qualche volta basterebbe un semplice atto amministrativo che, superando le logiche formali, vada a operare sulla sostanza dei bilanci. Torniamo al Comune di Pinerolo, dove un’associazione che voglia proporre un’iniziativa culturale deve, a tutt’oggi, corrispondere il diritto di affissione per le locandine e, se l’iniziativa si svolge negli spazi pubblici, corrispondere l’occupazione del suolo. Se l’iniziativa necessita di spazi coperti, dovrà anche pagare l’affitto di sale e teatri, anche se a prezzo di favore.

Naturalmente gli incassi sono virtuali, perché le associazioni prive di risorse ben si guarderanno dal diffondere locandine o affittare spazi, mentre quelle strutturate come il nostro Centro Studi utilizzeranno preferibilmente spazi di qualità di altri enti, magari Fondazioni private, e non saloni fatiscenti, o promuoveranno le proprie iniziative attraverso testate di ampia diffusione e non locandine affisse in qualche vetrina di un centro storico in decadenza. Il Comune, alla fine, non incassa nulla. In compenso scoraggia. Cambiare prospettiva non comporterebbe alcun costo per l’amministrazione, nessun mancato incasso.

Un cambio radicale di visione si impone. Perché governare con onestà è sicuramente indispensabile, ma usare anche il cervello è essenziale.

Ci vediamo, se ritenete di partecipare, il 30 settembre 2017.

In calce aggiungo l’articolo del settimanale IL MONVISO che ha ripreso in un ampio articolo più generale alcuni passaggi di questo intervento:


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La tutela del creato, convegno il 30 settembre

Non poteva che concludersi all’insegna della cultura il mandato episcopale di mons. Pier Giorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo, che si prepara a lasciare l’incarico per raggiunti limiti di età. E per sottolineare la convinzione che la cultura sia strumento di benessere per le persone, l’Ufficio pastorale sociale e del lavoro, guidato dal dr Giancarlo Chiapello, oltre che nostro validissimo socio, ha organizzato, con la collaborazione e il sostegno della Fondazione Cappellin, un convegno che farà il punto sul lavoro artistico come strumento di bellezza ma anche di costruzione della dignità umana.

L’appuntamento è fissato per il 30 settembre 2017, a partire dalle ore 17,00, presso l’Accademia di Musica di viale Giolitti 7 a Pinerolo. Introdurranno i lavori mons. Debernardi e Mario Cappellin. Alle 20, per concludere, il concerto di violino e pianoforte con Esther Saglia e Claudio Berra.

Anche il Centro Studi Silvio Pellico sarà presente con una testimonianza del presidente, dr Marco Civra, che illustrerà le ricadute in atto sul territorio del progetto Terre d’Acaia.


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Il Centro Studi Silvio Pellico in lutto per la scomparsa del prof. Redi Sante Di Pol

È venuto a mancare, dopo una lunga malattia, con la quale aveva lottato negli ultimi anni, un grande esponente della cultura italiana. Redi Sante Di Pol, preside della Facoltà di Scienze della Formazione primaria dell’Università di Torino, grande docente universitario. Nato nel 1951, orgogliosamente friulano, si era trasferito ancora bambino nel capoluogo sabaudo. La sua carriera universitaria iniziò prestissimo, nel 1973. Professore ordinario di Storia della Pedagogia all’Università di Torino, ha formato intere generazioni di insegnanti, sia attraverso i suoi corsi, sia attraverso i numerosi manuali pubblicati nel corso degli anni e adottati in tutta Italia.

Per anni, Redi Sante Di Pol ha guidato la FISM, Federazione Italiana Scuole Materne, difendendo la scuola cattolica e portandone avanti i valori culturali. Neppure la lunga malattia era riuscita a fermare la sua grande passione per l’insegnamento e per l’impegno sociale, e recentemente era anche riuscito a tornare in cattedra.

Innumerevoli i lavori pubblicati. Il suo contributo culturale ha coperto un’ampia schiera di allievi, rivendicando il ruolo fondamentale della Pedagogia come scienza e come prodromo alla Filosofia.

L’amico Redi Sante è stato più di un autore. A lui dobbiamo il paziente e talvolta laborioso insegnamento sulla qualità del lavoro di ricerca e sull’autorevolezza delle fonti, sulla precisione e sulla passione che occorrono per portare avanti l’impegno culturale. Una lezione che abbiamo imparato faticosamente e non sempre con successo, ma che resterà presente nel nostro lavoro futuro in Suo onore.


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L’editoria di carta nell’epoca del digitale

L’editoria di carta nell’epoca del digitale è il titolo del convegno specialistico organizzato da Prontolibri, il progetto sostenuto dalla Regione Piemonte, in collaborazione con Cartaria Subalpina, Centro Studi Silvio Pellico e Servizi Grafici che si svolgerà a Beinasco, in via Carducci 3/5 il prossimo 20 luglio 2017. La giornata si svolgerà all’insegna della formazione specialistica per gli editori piemontesi, affrontando il delicato passaggio tecnologico che la filiera del libro sta attraversano in questi anni.

L’editoria tradizionale – spiega Marco Civra, presidente del Centro Studi Silvio Pellicoconferma la propria tenuta, ma può avvantaggiarsi grazie alle tecnologie e alla perfetta conoscenza dell’intero processo di produzione e distribuzione, a partire dalla scelta di carte ottimali, di processi di stampa e legatoria on demand, spedizione rapida, fino al flusso della distribuzione attraverso i colossi internazionali.

Lo scopo dell’iniziativa – aggiunge Antonio R. Labanca, presidente di Prontolibri, associazione che raccoglie decine di editori piemontesi – è realizzare una giornata di studio e confronto full immersion con esempi concreti e incontri con i protagonisti della filiera del libro. Fare sistema orizzontale e verticale per vincere la sfida.

All’iniziativa interverrà l’assessore regionale alla cultura, Antonella Parigi, a testimoniare l’interesse della Regione Piemonte per il sostegno alla produzione editoriale locale, che da anni vede l’ente regionale impegnato con specifiche iniziative di promozione e sostegno agli operatori del settore. Sono previsti ospiti di rilievo, tra i quali Ansgar Reiners della Cartiera UPM e Matteo Suardi del Gruppo Cordenons Spa. Nel pomeriggio saranno presenti Alberto Capano, EDT Edizioni, e Alessandro Neri per LibroCo, uno dei principali distributori della filiare del libro in Italia.

Per informazioni e richieste di adesione contattare direzione@prontolibri.net


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Ambiente e salute 2017

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È un successo l’iniziativa dell’associazione ANAPACA onlus di Pinerolo, che in collaborazione con il Centro Studi Silvio Pellico ha promosso e organizzato una serie di incontri sulla salute e qualità ambientale. Esperti nazionali hanno presentato le criticità dell’ambiente, dal suolo alla qualità dell’aria con una serie di appuntamenti preserali, in un contesto leggero, come quello dell’aperitivo in un locale pubblico, per affrontare temi pesanti.

L’idea di ANAPACA è vincente: la cultura può essere rilassante e divertente, anche quando affronta temi rilevanti che richiedono attenzione.


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Salviamo Monte Oliveto dall’urbanizzazione

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Anche il Centro Studi Silvio Pellico ha aderito all’iniziativa del Forum delle associazioni pinerolesi per la salvaguardia della bellezza e del paesaggio a tutela di Monte Oliveto.

Monte Oliveto

LA REGIONE PIEMONTE BOCCIA LE RICHIESTE DI EDIFICARE

La Regione Piemonte ha inserito nel Piano Paesaggistico Regionale (PPR) la dichiarazione di notevole interesse pubblico della Collina di Pinerolo decretando di fatto la bocciatura delle richieste di edificare, dove il vigente PRGC prevede un’ampia possibilità edificatoria su un’area denominata CP7 di mq. 32.646. Complessivamente si intende costruire 11.084 mq “vendibili”di edilizia residenziale (120 – 130 alloggi) e 3207 mq di autorimesse (circa 200 unità) assolutamente non necessarie alla luce della attuale dinamica demografica.

MA IL COMUNE DI PINEROLO SI OPPONE ALLA REGIONE

Gli organi di stampa hanno riportato la notizia che l’attuale Amministrazione Comunale intende opporsi alla dichiarazione di pubblico interesse del PPR con osservazioni che ancora una volta avallano la cementificazione della collina.

NON VOGLIAMO AlTRE COSTRUZIONI

Il Comitato spontaneo per la salvaguardia di Monte Oliveto nel 2011 aveva raccolto un migliaio di firme per lo stralcio della zona CP7 dal PRGC. In seguito i costruttori riusci rono. con ricorso al TAR, ad evitare lo stralcio e nel 2012 con l’attuale Amministrazione viene confermata la possibilità di costruire.
Il Forum delle associazioni, richiamata la dichiarazione di notevole interesse pubblico della Collina di Pinerolo contenuta nel Piano Paesaggistico Regionale (PPR), promuove una raccolta di firme con la richiesta all’Amministrazione Comunale di adottare le disposizioni contenute nel Piano Paesaggistico Regionale stralciando la zona CP7 dal vigente PRGC.

Forum delle associazioni pinerolesi composto da: Osservatorio0121-Salviamo il Paesaggio, Italia Nostra, CESMAP, Legambiente, Libera – presidio Rita Atria, TAC, Centro studi Silvio Pellico.

StriscioneSalviamoPaesaggiopiccolo


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Qualche semplice ma non modesta richiesta (e proposta) per la cultura di Pinerolo e del Pinerolese

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Gentilissimi candidati alle elezioni amministrative pinerolesi,

come presidenti e responsabili di alcune associazioni culturali operanti nella nostra città e sul territorio desideriamo augurarvi la migliore fortuna nella competizione elettorale che state per affrontare. Essendo i nostri enti apolitici e apartitici, non esprimiamo alcuna preferenza per nessuno dei contendenti, ma intendiamo cogliere l’opportunità di rivolgerci pubblicamente a voi per formularvi una sola richiesta esplicita, dalla quale scaturiscono varie proposte che andremo ad articolare subito dopo.

La richiesta è semplice: la vostra attività di governo (e di opposizione) presti la maggior attenzione possibile al mondo culturale di Pinerolo e del Pinerolese.
Siamo qui a dirvi che l’impegno del passato NON BASTA. Non basta perché una politica culturale richiede una vera progettualità, un dialogo ad ampio spettro con il resto di quella che fu la provincia, ora città metropolitana, con la Regione e con le realtà transfrontaliere, una collaborazione fortissima tra pubblico e privato, un’intesa stretta tra amministratori, gruppi e associazioni per lavorare insieme a due obiettivi comuni:

dare lustro alla nostra città e al territorio pinerolese;

fare sì che la promozione della bellezza diventi anche un’occasione di rilancio socio-economico, oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Come sapete, noi amiamo operare con continuità nel territorio e per i cittadini: nel silenzio, nelle difficoltà e – a volte – nella disattenzione. Per cui, lasciando da parte i rilievi sul passato, suggeriamo le seguenti proposte, sulle quali ci piacerebbe ascoltare i vostri pareri e per le quali auspichiamo le vostre adesioni.

pinerolo

Di ordine generale

Realizzazione di un “piano di legislatura” per la cultura, con obiettivi precisi, realizzabili e finanziamenti certi, alla cui redazione vengano chiamate le associazioni come espressione della società civile.

Costruzione di un’identità culturale e turistica della città e del territorio spendibile al di là dell’identificazione insufficiente di città della cavalleria (ideazione di un nuovo brand di area).

Promozione della città con la creazione di festival e manifestazioni di rango nazionale e internazionale.

Di natura specifica

Maggiore coordinamento tra le associazioni a opera del comune.

Miglioramento del sistema di informazioni culturali e turistiche del comune anche attraverso la creazione e la promozione, per esempio, di una piattaforma web in cui le associazioni possano inserire la propria programmazione culturale; interazione culturale tra Arte, Musica e Spettacolo sulla linea dei DAMS.

Rilancio turistico della città, gestito dal comune, con l’appoggio delle associazioni e dell’imprenditoria privata.

Proposte di utilizzo dei palazzi storici vuoti o sottoutilizzati (per esempio cosiddetto palazzo Acaja ed ex Tribunale) e censimento dei Beni Culturali del Pinerolese.

Risoluzione dei problemi del polo dei musei pinerolesi e, in particolare, di Palazzo Vittone.

Investimenti adeguati per la valorizzazione delle risorse ambientali, storiche, monumentali, artistiche e musicali della città, anche in relazione con gli organismi diocesani, con la Chiesa Valdese e con i rappresentanti delle altre confessioni religiose presenti sul territorio.

Risoluzione delle questioni relative alla collocazione delle biblioteche e connessione del sistema bibliotecario con quello scolastico.

Valorizzazione delle risorse bibliotecarie ed archivistiche pubbliche e private.
Costruzione di progetti per rendere appetibile e culturalmente spendibile il sistema di alternanza scuola-lavoro previsto dalla normativa scolastica.
Rafforzamento dell’esistente – e silente – Commissione comunale per i Beni Culturali con l’obiettivo di trasformarla in un “pensatoio” permanente per la cultura della città.

Siamo certi della vostra attenzione e contiamo di aver recato, con questo documento, un contributo significativo alla vostra campagna. Come vedete, non vi chiediamo utopie, ma impegno concreto per la città, per i cittadini, per il futuro, senza cattiva retorica, ma rimboccandoci – insieme – le maniche.

Hanno già firmato questo manifesto:

Andrea Balbo, Presidente SSP – Società Storica Pinerolese
Dario Seglie, Direttore CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica
Marco Civra, Presidente Centro Studi “Silvio Pellico”
Italia Nostra “Ettore Serafino” del Pinerolese
Arturo Francesco Incurato – Presidente Presidio LIBERA “Rita Atria” Pinerolo
Sergio Santiano, Presidente dell’Associazione Koiné
Mario Fina, Designer – Art Director
Lega Ambiente Pinerolese
Liliana Rasetti – Direttrice Uni 3 Pinerolo
Tiziano Vindemmio, Presidente Associazione CO.S.M.A. (Comitato Salvaguardia Monumenti Artistici e Ambientali), Barge
Silvio Sorrentino, Presidente dell’Accademia organistica pinerolese
Roberto Inoli, Presidente A.T. Pro Loco Pinerolo


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Cavalli e Cavalieri, una grande mostra a Pinerolo

Mostra

CAVALLI E CAVALIERI

Dalla Preistoria alla Prima Guerra Mondiale

PINEROLO 7 NOVEMBRE 2015 – 29 MAGGIO 2016

La Mostra internazionale, distribuita in tre sedi, offre un ampio panorama sull’argomento Cavalli e Cavalieri spaziando dall’arte preistorica di famose caverne e siti archeologici fino alle cavallerie della Grande Guerra 1915 – 18. E’ evidenziata la Scuola di Cavalleria che rese celebre Pinerolo nel mondo intero all’inizio del XX secolo, grazie a Federigo Caprilli, istruttore militare inventore della moderna equitazione sportiva.

La Preistoria è sviluppata con scenografie a giochi di luci che ricreano l’atmosfera dei primi templi dell’umanità, le grotte nella cui oscurità le immagini di un ricchissimo mondo mitico e religioso furono dipinte ed incise sulle pareti rocciose fin da 35 mila anni fa. Contenitore aulico è la magnifica Chiesa seicentesca di S. Agostino, costruita come ex voto della Città di Pinerolo per la peste che infuriava nel 1630, quando fu presa dalle truppe francesi del Re Sole Luigi XIV, comandate personalmente dal cardinale Richelieu. Nel medesimo è trattato l’argomento della origine e dell’evoluzione degli equidi fino all’affermazione delle forme attuali. La sapiente e grandiosa opera allestitiva della Mostra, progettata da Tere Grindatto che, come sempre da oltre 25 anni, ha realizzato l’esposizione tenendo in conto anche la necessaria importante valorizzazione dei capolavori della chiesa, vero gioiello che viene aperto, con la mostra, alla fruizione dei cittadini e delle scolaresche.

Al Museo Nazionale Storico dell’Arma di Cavalleria, il più importante complesso espositivo del settore presente in Europa, sono presentate, seguendo un fil rouge, le vicende della Cavalleria Italiana con particolare riguardo ai reperti, divise, armamenti, bardature equestri, fatti e personaggi che hanno caratterizzato la partecipazione italiana alla Prima Guerra Mondiale 1915 – 1918. Nelle grandi sale del monumentale edificio che fu realizzato a metà dell’Ottocento per dar vita a Pinerolo alla Scuola Militare di Equitazione, è possibile ripercorrere l’epopea della Cavalleria italiana e la sua partecipazione al primo conflitto mondiale di cento anni fa, e quindi, commemorare le vicende ed i personaggi salienti. Una sezione della mostra è dedicata alla Scuola Veterinaria ed alla Mascalcia Militare che in Pinerolo ebbero un ruolo di primaria importanza, con iniziative che perdurano tutt’oggi nel settore ippico sportivo.

Nella Biblioteca Civica “Alliaudi” è installata una sezione della Mostra che tratta l’argomento cavalli e libri nell’arte, con la presentazione di pubblicazioni, documenti, fotografie d’epoca, stampe ed incisioni che sono conservate nella grande Biblioteca di Pinerolo ed anche nell’annesso Archivio Storico, vero “pozzo di San Patrizio” che contiene reperti, cimeli e documenti di grandissimo pregio, normalmente non visibili, e che, per l’occasione, escono alla luce per narrare vicende cittadine che hanno fatto la Storia di Pinerolo.

Locandina cavalieri

Mostra promossa da:

CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica

Museo Civico di Archeologia e Antropologia, Assessorato alla Cultura di Pinerolo

Comando Regione Militare Nord – Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, Pinerolo

Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino

Biblioteca Civica “Alliaudi”, Pinerolo

Università di Torino, Dipartimento di Culture, Politica e Società.

Patrocini e Ringraziamenti:

Presidenza della Repubblica

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Regione Piemonte – Assessorato alla Cultura

Ufficio Scolastico Regionale Piemonte

Torino Città Metropolitana

Città di Pinerolo

Fondazione Cassa di Risparmio di Torino

Italia Nostra del Pinerolese

Vita editrice

Vita Diocesana Pinerolese

Circolo Sociale 1806, Pinerolo

Centro Studi “Silvio Pellico”

L’Eco del Chisone – L’Eco Mese

IFRAO – International Federation Rock Art Organizations

ICOM – International Council on Museums

INAUGURAZIONE ITINERANTE PER LE TRE SEDI DELLA MOSTRA

SABATO 7 NOVEMBRE 2015 ORE 15:30

Alla presenza delle massime Autorità Militari, Civili e Religiose

I

Chiesa di S. Agostino – Via Principi d’Acaja

Ore 15:30

Museo Storico dell’Arma di Cavalleria

Viale Giolitti 5

ore: 16,30

Biblioteca Civica “Alliaudi”

Via Cesare Battisti 11

Ore 17:30

Rinfresco


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Appunti di viaggio verso le città e i territori smart

Si è svolto a fine aprile 2015, presso il Teatro del Lavoro di Pinerolo, un interessante incontro pubblico dedicato al concetto di “territorio smart”. Smart, in inglese, significa “intelligente”, ma con una connotazione più ampia, che comprende anche il concetto di partecipazione, economicità e buon senso. La parola “smart”, applicata alla pubblica amministrazione, significa qualcosa di innovativo per la mentalità italiana: cambiare l’approccio burocratico tipico della mediocritas italica e adottare soluzioni rapide e pratiche per dare risposte rapide, efficaci ed efficienti ai bisogni della cittadinanza.

Il video, realizzato dal La.Pi.S., il Laboratorio Pinerolese per le città e i territori smart, è un’ottima sintesi del dibattito in corso e del lavoro svolto dall’associazione guidata da Luigi Pinchiaroglio, che del LaPiS è presidente e che ha curato il volume che racchiude il frutto di oltre due anni di studio e ricerca del Laboratorio.

Il volume “Appunti di viaggio verso le città e i territori smart” di Luigi Pinchiaroglio può essere acquistato tramite il sito www.marcovalerio.it, dove troverete anche un ebook gratuito dedicato alle app partecipative.

 


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Nuovo direttivo dell’associazione

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Si è svolta lunedì 4 maggio 2015, nell’accogliente atmosfera dell’Agriturismo Il Tiglio, condita dall’ottima cucina della nostra amica Bruna Salvai, l’assemblea 2015 del Centro Studi Silvio Pellico. Un incontro dedicato all’approvazione del bilancio dell’anno precedente ma soprattutto alla definizione dei programmi per il futuro, che vedono la nostra associazione attivamente impegnata sul territorio con molti progetti e iniziative.

L’assemblea ha inoltre rinnovato il direttivo, confermando per il prossimo quinquennio alla presidenza il dr Marco Civra e alla segreteria amministrativa la d.ssa Cristina Menghini. È invece stato nominato il nuovo vicepresidente, nella persona del dr Patrizio Righero, giornalista e direttore di Vita Diocesana Pinerolese, in sostituzione della socia Norma Casano, che ha ricoperto l’incarico nel periodo precedente.

In questo breve video, il bilancio dei primi tre anni di attività


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Assemblea generale dei soci

SIPElogo

 

Ricordiamo a tutti i soci del Centro Studi Silvio Pellico l’appuntamento per l’annuale assemblea ordinaria, durante la quale presenteremo e sottoporremo il rendiconto finanziario 2014 delle attività svolte e i programmi per il futuro della nostra associazione. L’assemblea sarà anche convocata per rieleggere i componenti del direttivo.

Non mancate. La prima convocazione è fissata per il 30 aprile 2015, alle ore 20 presso la sede dell’associazione in via Vittorio Emanuele II, 29 a Cercenasco. La seconda convocazione è fissata per le ore 19,45 di lunedì 4 maggio 2015 presso l’Agriturismo Il Tiglio, via Colombini 28, frazione Miradolo di San Secondo di Pinerolo (TO).

Al termine dell’assemblea, cena sociale con la magnifica cucina valdese della signora Bruna. Chi desidera intervenire alla cena è pregato di contattare il segretario amministrativo Cristina Menghini presso la nostra sede per confermare la sua presenza.


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Patrizio Righero su Rai Tre Piemonte

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Patrizio Righero, giornalista, direttore di Vita Diocesana Pinerolese ma soprattutto socio fondatore del Centro Studi Silvio Pellico, è stato intervistato nei giorni scorsi da Rai Tre Piemonte per le sue attività di scrittore e animatore sui social network. Il suo gruppo Facebook “Un minuto con Dio?” ha raccolto migliaia di persone nel tempo. Persone che, anche nel vorticoso e frenetico flusso telematico, trovano il tempo di essere cristiane. Patrizio Righero, lo ricordiamo, è autore del romanzo breve “Discepolo muto“, pubblicato da Marcovalerio Edizioni.


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Un futuro “smart” per Pinerolo?

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Intervista a Luigi Pinchiaroglio, presidente del Laboratorio Pinerolese per la città e il territorio smart, sul processo di cambiamento tecnologico, sociale e amministrativo dell’area.


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I beni culturali e i loro siti di origine. Conferenza a Roma

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Il prof. Dario Seglie, socio fondatore del Centro Studi SIlvio Pellico, relatore domani, mercoledì 8 ottobre, all’Accademia degli Oziosi di Roma

Convegno italo-greco sul tema: I beni culturali e i loro siti di origine: il caso dei tesori di Fidia e il Partenone di Atene

Palazzo Ferrajoli – Piazza Colonna – Roma

8 ottobre 2014 – ore 10,00

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Comuni Fioriti 2014

Anche il Centro Studi Silvio Pellico collabora quest’anno con Asproflor per l’edizione 2014 di Comuni Fioriti, la manifestazione nazionale ed europea che premia i Comuni in gara per il miglior arredo urbano.

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I nostri volontari gireranno la Penisola dal 13 al 18 agosto per visitare alcuni dei Comuni e redigere, insieme ai giudici di Asproflor, le schede di valutazione che andranno a identificare i vincitori dell’edizione 2014.

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Avviati i lavori di recupero della Cappella di Sant’Anna

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Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori per il rifacimento del tetto della Cappella di Sant’Anna a Cercenasco. L’amministrazione comunale ha inserito ufficialmente i lavori di recupero del monumento nel proprio programma per il prossimo quadriennio. Si tratta di un impegno economico rilevante. Il recupero funzionale del tetto  eviterà che i preziosi affreschi quattrocenteschi subiscano danni irreparabili.

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Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

Pinerolo: gli edifici storici implorano attenzione

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La Commissione Civica per i Beni Culturali di Pinerolo da due anni non è più stata convocata.

Palazzo Vittone, Chiesa di Sant’Agostino, Collegio dei Gesuiti, Caserme francesi ex Tribunale, Palazzo Acaja e Follone Turck sono alcune delle criticità che richiedono interventi urgenti e intelligenti.

(da: VITA Diocesana Pinerolese, Anno 5 – N. 8 – Domenica 4 Maggio 2014)

 

Tra poche settimane, i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo, al Consiglio regionale ed in molti Comuni del Pinerolese. Una giornata quindi di eccezionale importanza per il nostro futuro, per l’Europa nel contesto mondiale, per il Piemonte e per il nostro territorio. Democraticamente, tutti dovremo esprimere, con la partecipazione al voto, la nostra idea di governance, continentale e locale.

Pinerolo, che non rinnova la sua Amministrazione comunale, è la città capofila del territorio e quindi deve avere una visione ampia di area; ogni sua decisione (o indecisione) crea effetti territoriali vasti e complessi. L’abolizione della Provincia e Torino che diventa città metropolitana sono due fatti nuovi che dovrebbero costituire un tema di dibattito democraticamente ampio ed articolato; il disegno del nostro futuro sarà da porre in mano a persone -elette- capaci e determinate a trovare la sintesi tra interessi locali e quelli di altri territori, ovviamente legittimi, ma contrapposti e tendenzialmente in conflitto. Il Pinerolese, da molto tempo, ha pochi rappresentanti negli enti sovraordinati, e il declino che stiamo subendo è anche appesantito da questa situazione di minor rappresentatività.

Una risorsa straordinaria del nostro territorio è la sua unicità antropologica e culturale, essendo terra di frontiera, multiculturale fin dal Medioevo; i Governi centrali, dopo aver dichiarato che «con la cultura non si mangia» (Giulio Tremonti), recentemente, per bocca del Ministro per i Beni Culturali e anche Turismo (Dario Franceschini), hanno variato il tiro dichiarando che la Cultura è come «petrolio» per l’Italia, la  più importante fonte di risorse a nostra disposizione; «mi hanno dato il più importante dicastero economico» ha detto Franceschini subito dopo il giuramento al Quirinale, «tutela e valorizzazione, … coordinamento col sistema dei Comuni, … investimenti per la cultura e turismo». Quindi si sta inaugurando un nuovo corso: non si può più soltanto vivacchiare (con i musei quasi sempre chiusi ed i monumenti lasciati crollare per impotenza ed incuria), ma è necessario un vero e proprio programma nazionale di interventi mirati in grado di fornire prospettive e futuro all’immensa ricchezza italica che possediamo.

La recente notizia della dismissione della ex-Caserma di Cavalleria «Bochard», che passerà in proprietà al Comune di Pinerolo per usi culturali, è un segnale nella direzione espressa dal Ministro Franceschini; il «polo culturale» che intende creare il Sindaco Eugenio Buttiero nei grandi edifici militari è esattamente su questa linea. I temi da affrontare per riempire di contenuti concreti questo «polo» sono ancora tutti da discutere, progettare, scrivere. Con una premessa, fin da subito: questo «polo» non dovrà essere solo un centro di servizi della città, ma dovrà avere una valenza ed un valore a livello territoriale per tutto il Pinerolese. Ad esempio, una proposta che ha già avuto larga adesione è quella presentata dal Centro Studi «Silvio Pellico» che invita a coordinare 150 beni culturali ed ambientali del nostro territorio definito come «Terre d’Acaia»; tre beni «faro» per ogni Comune  dei circa 50 che costellano, dal confine con la Francia fino alla linea delle risorgive nella pianura, un territorio di circa 200.000 abitanti. Questi 150 punti forti del territorio potranno avere alla «Bochard» una vetrina centrale multimediale ed interattiva, in grado di mettere in sinergia le risorse dei beni culturali ed ambientali, beni patrimoniali che ora sono isolati e praticamente abbandonati all’oblio, al degrado, al saccheggio ed alla scomparsa.

Conservare non vuol dire essere conservatori e codini in senso politico; anzi, vuol dire avere un profondo senso di essere immersi nella cultura che è il retaggio del passato. Abbiamo ereditato un patrimonio fatto di beni che l’UNESCO classifica in materiali ed immateriali (tangibles and intangibles) ai primi appartiene ad es. l’edificio del Follone o ex Merlettificio Turck; ai secondi appartengono ad es. le abilità di confezionare pizzi al tombolo, saperi tradizionali conservati operativi ancora oggi dai discendenti della famiglia Turck. Sono questi i Beni Culturali che, insieme a quelli Ambientali godono di protezione legale, secondo normative internazionali, nazionali e locali, come dovrebbe essere previsto dai piani comunali.

Ma il territorio che è la casa comune, il deposito dei valori stratificatisi nel tempo, è anche l’identità ed il retaggio di una comunità e di ogni individuo. Quando siamo costretti a vivere in un ambiente asettico e standardizzato, come una cella di un carcere, la corsia di un ospedale, il corridoio di un supermarket, cerchiamo di evadere al più presto perché nessuno sente questi ambienti come luoghi familiari.

Quindi la città come coacervo di memorie, stratificazione di edifici, di pieni e di vuoti, di giardini e di orti, è la patria piccola, la portatrice della storia piccola (anche a volte grande), con le sue pagine più o meno importanti e più o meno ben conservate, è la nostra carta di identità perché non vogliamo essere apolidi; aperti con tutti gli altri e con tutte le tradizioni e le culture, ma senza rinunciare ai millenni che stanno alle e sulle nostre spalle.
Allora il nostro dovere è di discutere e concordare con tutti i cittadini (uso apposta questo termine illuminista di citoyens), visto il passato ed il presente,  quale deve essere il disegno del nostro comune futuro, la casa che vogliamo consegnare ai figli ed ai figli dei nostri figli, perché – come amo ricordare, a me stesso in primis – il patrimonio (i beni culturali ed ambientali, tangibles and intangibles) è un prestito che abbiamo ricevuto dalle generazioni future che noi dobbiamo saggiamente amministrare e valorizzare per noi e per i posteri.

Pinerolo si è trasformata nei millenni: nucleo preistorico durante l’Età del Bronzo e del Ferro, nel I millennio a. C., oppidum gallo-romano sulle alture collinari affacciantesi sulla pianura, città murata e fortificata dall’alto Medioevo fino alla fine del XVII secolo, prima capitale del Piemonte con i Principi d’Acaja – Savoia, fortezza francese di prima classe col Re Sole, sede di Provincia e di sotto-Prefettura con Napoleone, città artigiana fin dal Medioevo; da sempre città militare, con il periodo aulico della Cavalleria e col prestigio internazionale -tra Ottocento e Novecento fino alla seconda guerra mondiale- per essere la sede più importante per l’equitazione, surclassando il Cadre Noir di Saumur e la Spanische Hofreitschule di Vienna,  città operaia la cui vocazione attuale, tra post industriale, terziario avanzato e centro di servizi territoriali, stenta a trovare una regia autorevole con una linea che miri alto verso il futuro, disegnando la città che sarà Pinerolo nella seconda metà di questo primo secolo del terzo millennio d. C.

Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

 

Ma non si può pensare a Pinerolo in modo puntiforme e con l’ottica della città con ancora la antica cinta muraria, chiusa nella sua individualità; oggi occorrerebbe almeno ricuperare la visione strategica che fu propria del periodo napoleonico, dove il Pinerolese era una unità territoriale.

Nel non preistorico 1960, l’amministrazione di allora della città perpetrava una colossale infamia urbanistica: abbatteva proditoriamente l’enorme edificio, costruito a metà del ‘600 dal Vauban, architetto militare del Re Sole Luigi XIV, costituente la caserma detta Hotel di Cavalleria e l’annesso maneggio, in una settimana, sperando di alzare una fungaia di grattacieli e fare enormi profitti; fortunatamente i funghi non crebbero e rimase un piazzale addossato ai rialzi dei bastioni e dei fossati che ancora oggi corrono fino alla Piazza d’Armi. La Commissione comunale di Disegno Urbano che nell’Ottocento discuteva lo stile dei Portici Nuovi di Corso Torino era scomparsa da tempo e mai più riformata.

Dopo «cento anni di solitudine», per dirla con Garcia Marquez recentemente scomparso, concludo con un segno positivo: l’Amministrazione di Pinerolo ha istituito quattro anni fa una Commissione Civica per i Beni Culturali di Pinerolo, formata da vari esperti per dare consulenza all’Amministrazione sulle tematiche di cui abbiamo trattato. Ma, in cauda venenum, non posso esimermi dal far notare che questa Commissione non è più stata informata né convocata (è presieduta dal Sincaco) da circa due anni, nonostante che i progetti e le tematiche relative al patrimonio culturale di Pinerolo siano divenuti quotidiani punti di esternazioni di volontà di dialogo aperto e di formazione di «squadre».

Un lavoro che era stato individuato come prioritario per la Città era l’inventario completo del Patrimonio Culturale da realizzarsi con schede ad hoc. A casaccio, elenchiamo alcune criticità del patrimonio monumentale edilizio cittadino: Palazzo Vittone, Chiesa di S. Agostino, Collegio dei Gesuiti, Caserme francesi ex Tribunale, Palazzo Acaja, Follone Turck.

Progettare nel campo dei Beni Culturali in modo oculato, a lungo termine e con un chiaro crono-programma è una operazione che richiede necessariamente un archivio aggiornato, un data-base ed un gruppo di lavoro qualificato (la Commissione Comunale Beni Culturali, in primis)  che sia attivato ed attivo.

Ovviamente si può e si deve parlare con tutti, cittadini, associazioni, enti vari, ma il non attivare la Commissione BB. CC. è un fatto misterioso e democraticamente inspiegabile.

Ce lo spiegheranno i candidati alle prossime elezioni che, sono certo, anche loro avranno messo nei loro intenti programmatici la Cultura al primo posto, seguendo le indicazioni governative del premier Matteo Renzi e del Ministro Dario Franceschini ?

Dario Seglie

Direttore Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo


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Libri per ciechi esenti da copyright: firmato il trattato di Marrakech 

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Il documento contiene eccezioni alla proprietà intellettuale per i libri destinati a persone con disabilità visiva, a patto che si rispetti il diritto d’autore. Al via le ratifiche. Oggi solo il 5% dei libri pubblicati è accessibile. 

BRUXELLES – Si avvicina il giorno storico in cui si stabilirà il principio secondo cui i libri in versione accessibile per i non vedenti (ovvero in audio, Braille, caratteri ingranditi o versione elettronica) saranno esenti da Copyright. A gennaio avevamo riportato di come ci fossero speranze, sotto la presidenza greca dell’Unione Europea, che l’UE stessa firmasse il Trattato di Marrakech che contiene eccezioni alla proprietà intellettuale per i libri destinati ai ciechi, agli ipovedenti e agli impossibilitati alla lettura su formato cartaceo. E la firma è puntualmente arrivata il 30 aprile, salutata con entusiasmo dalla European Blind Union, l’organizzazione che rappresenta i non vedenti europei, e dal Commissario per il Mercato Interno, il belga Michel Barnier.

Il trattato di Marrakech, adottato nel giugno 2013 dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, prevede un’eccezione obbligatoria al Copyright per le associazioni di ciechi e ipovedenti e per le biblioteche che producano, distribuiscano e rendano disponibili libri in formati accessibili, a patto che tali associazioni si premurino di rispettare il diritto d’autore, facendo in modo che i testi prodotti e distribuiti siano destinati a un pubblico di soli disabili visivi o persone che non possano leggere su carta. Inoltre il trattato sancisce che tali libri possano essere scambiati, a livello transnazionale, fra organizzazione e organizzazione. Ciò vuol dire, ad esempio, che se un ente autorizzato (ci si riferisce così alle associazioni nel trattato) in Argentina dispone di decine di migliaia di libri in Braille o audio in spagnolo, questi libri potranno essere distribuiti legalmente a tutti i ciechi che, in America Latina, in Spagna o nel mondo, conoscano quella lingua. Ciò ovviamente, a patto che i paesi coinvolti nella libera circolazione dei testi abbiano ratificato il trattato. In altre parole, il Trattato di Marrakech è un vero e proprio documento che regola l’import-export di libri accessibili.

La European Blind Union stima in 285 milioni i ciechi in tutto il mondo e afferma che solo il 5% dei libri che vengono pubblicati è oggi disponibile in versione accessibile. L’obiettivo dell’UE, per bocca del direttorato generale Mercato Interno della Commissione, è raggiungere il 100%. Il Trattato di Marrakech – una volta ratificato dagli Stati membri – sarà di beneficio soprattutto ai non vedenti e ipovedenti dei paesi in via di sviluppo, laddove la carenza di libri accessibili è più drammatica.

Ma cosa succede dopo la firma? Ora inizierà il processo di ratifica da parte dei singoli paesi che fanno parte dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, e una volta che almeno venti fra essi avranno completato tale processo, il trattato entrerà ufficialmente in vigore e sarà vincolante. “La nostra campagna non finisce qui – ha dichiarato Wolfgang Angermann, presidente dell’Unione Europea dei Ciechi – ora dobbiamo spingere tutti gli Stati membri dell’Unione Europea a ratificare il trattato nel minor tempo possibile. Ci complimentiamo con la presidenza greca dell’UE per il passo avanti fatto con la firma, ma ora starà alla prossima presidenza italiana di spingere tutti i ventotto paesi europei a un’immediata ratifica. Infine non è solo importante che il trattato venga ratificato in Europa. Deve entrare in vigore nel maggior numero di paesi possibile in tutto il mondo perché solo così se ne aumenterà esponenzialmente l’efficacia e si porrà fine alla carestia endemica di libri che affligge ciechi e ipovedenti”.

Maurizio Molinari

Se vuoi leggere l’articolo originale clicca qui:
http://www.pressin.it/leggi.php?idarticolo=37038

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Press-IN è un servizio offerto dall’associazione Lettura Agevolata Onlus

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Maschere dell’Himalaya e del Tibet: la collezione Proserpio in mostra

La tradizione delle danze sacre himalayane e delle maschere arcaiche provenienti da Tibet e Nepal è al centro della mostra organizzata dalla Città di Grugliasco e dall’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, in collaborazione con il Centro Studi Silvio Pellico.

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Maurizio Menicucci

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Terre d’Acaia, il nuovo portale di cultura, letteratura e ambiente ai piedi del Monviso

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Nasce ufficialmente Terre d’Acaia, il portale di promozione e valorizzazione delle Alpi e della pianura che guarda al Monviso. Il Far West d’Italia, l’ovest estremo, ricco di opportunità e tradizioni. Un’area che ha vissuto intensamente la storia, dalla grandiosa epopea della Pietra Verde, all’epoca celtica e romana, con insediamenti e scontri. Un Medioevo appassionante, le guerre di religione, lo scontro fra i Savoia e la Francia, le guerre partigiane. Il grande sviluppo industriale e il declino. Una terra da vivere, da visitare, da conoscere.

Il portale Terre d’Acaia, nato su iniziativa del Centro Studi Silvio Pellico, è una realizzazione delle associazioni culturali che credono nelle Terre d’Acaia e che si impegnano per valorizzarne il patrimonio diffuso. La collaborazione è aperta a tutti i volontari che desiderano apportare il proprio contributo.

 


 

C’est officiellement né Terres d’Acaia, le portail de promotion et valorisation des Alpes et de la plaine proche du Mont Viso. Le « Far West » d’Italie, l’ouest extrême, riche en opportunités et en traditions. Une zone qui a intensément vécu l’histoire, de la grandiose épopée de la Pierre Verte à l’époque celtique et romaine, avec établissements habités et combats. Un Moyen Age passionné, les grandes guerres de religion, les luttes qui ont vus s’opposer la famille des Savoie et la France, les guerres des résistants. L’éblouissant développement industriel et le déclin. Une terre à vivre, à visiter, à connaître.

Le portail Terres d’Acaia, né à l’initiative du Centre d’Etudes Silvio Pellico, est une réalisation des associations qui croient à la possibilité de faire vivre ces terres et qui sont engagées pour valoriser leur patrimoine. La collaboration est ouverte à tous les volontaires qui désirent apporter leur contribution.

 


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Maurizio Campisi

L’America Latina, terra del futuro

Martedì 19 novembre 2013 il giornalista Maurizio Campisi presenta il suo ultimo saggio a Pinerolo

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VISITA E PARTECIPA AL PROGETTO TERRE D'ACAIA