Author Archives: Centro Studi Silvio Pellico

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Comuni Fioriti 2014

Anche il Centro Studi Silvio Pellico collabora quest’anno con Asproflor per l’edizione 2014 di Comuni Fioriti, la manifestazione nazionale ed europea che premia i Comuni in gara per il miglior arredo urbano.

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I nostri volontari gireranno la Penisola dal 13 al 18 agosto per visitare alcuni dei Comuni e redigere, insieme ai giudici di Asproflor, le schede di valutazione che andranno a identificare i vincitori dell’edizione 2014.

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Avviati i lavori di recupero della Cappella di Sant’Anna

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Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori per il rifacimento del tetto della Cappella di Sant’Anna a Cercenasco. L’amministrazione comunale ha inserito ufficialmente i lavori di recupero del monumento nel proprio programma per il prossimo quadriennio. Si tratta di un impegno economico rilevante. Il recupero funzionale del tetto  eviterà che i preziosi affreschi quattrocenteschi subiscano danni irreparabili.

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Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

Pinerolo: gli edifici storici implorano attenzione

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La Commissione Civica per i Beni Culturali di Pinerolo da due anni non è più stata convocata.

Palazzo Vittone, Chiesa di Sant’Agostino, Collegio dei Gesuiti, Caserme francesi ex Tribunale, Palazzo Acaja e Follone Turck sono alcune delle criticità che richiedono interventi urgenti e intelligenti.

(da: VITA Diocesana Pinerolese, Anno 5 – N. 8 – Domenica 4 Maggio 2014)

 

Tra poche settimane, i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo, al Consiglio regionale ed in molti Comuni del Pinerolese. Una giornata quindi di eccezionale importanza per il nostro futuro, per l’Europa nel contesto mondiale, per il Piemonte e per il nostro territorio. Democraticamente, tutti dovremo esprimere, con la partecipazione al voto, la nostra idea di governance, continentale e locale.

Pinerolo, che non rinnova la sua Amministrazione comunale, è la città capofila del territorio e quindi deve avere una visione ampia di area; ogni sua decisione (o indecisione) crea effetti territoriali vasti e complessi. L’abolizione della Provincia e Torino che diventa città metropolitana sono due fatti nuovi che dovrebbero costituire un tema di dibattito democraticamente ampio ed articolato; il disegno del nostro futuro sarà da porre in mano a persone -elette- capaci e determinate a trovare la sintesi tra interessi locali e quelli di altri territori, ovviamente legittimi, ma contrapposti e tendenzialmente in conflitto. Il Pinerolese, da molto tempo, ha pochi rappresentanti negli enti sovraordinati, e il declino che stiamo subendo è anche appesantito da questa situazione di minor rappresentatività.

Una risorsa straordinaria del nostro territorio è la sua unicità antropologica e culturale, essendo terra di frontiera, multiculturale fin dal Medioevo; i Governi centrali, dopo aver dichiarato che «con la cultura non si mangia» (Giulio Tremonti), recentemente, per bocca del Ministro per i Beni Culturali e anche Turismo (Dario Franceschini), hanno variato il tiro dichiarando che la Cultura è come «petrolio» per l’Italia, la  più importante fonte di risorse a nostra disposizione; «mi hanno dato il più importante dicastero economico» ha detto Franceschini subito dopo il giuramento al Quirinale, «tutela e valorizzazione, … coordinamento col sistema dei Comuni, … investimenti per la cultura e turismo». Quindi si sta inaugurando un nuovo corso: non si può più soltanto vivacchiare (con i musei quasi sempre chiusi ed i monumenti lasciati crollare per impotenza ed incuria), ma è necessario un vero e proprio programma nazionale di interventi mirati in grado di fornire prospettive e futuro all’immensa ricchezza italica che possediamo.

La recente notizia della dismissione della ex-Caserma di Cavalleria «Bochard», che passerà in proprietà al Comune di Pinerolo per usi culturali, è un segnale nella direzione espressa dal Ministro Franceschini; il «polo culturale» che intende creare il Sindaco Eugenio Buttiero nei grandi edifici militari è esattamente su questa linea. I temi da affrontare per riempire di contenuti concreti questo «polo» sono ancora tutti da discutere, progettare, scrivere. Con una premessa, fin da subito: questo «polo» non dovrà essere solo un centro di servizi della città, ma dovrà avere una valenza ed un valore a livello territoriale per tutto il Pinerolese. Ad esempio, una proposta che ha già avuto larga adesione è quella presentata dal Centro Studi «Silvio Pellico» che invita a coordinare 150 beni culturali ed ambientali del nostro territorio definito come «Terre d’Acaia»; tre beni «faro» per ogni Comune  dei circa 50 che costellano, dal confine con la Francia fino alla linea delle risorgive nella pianura, un territorio di circa 200.000 abitanti. Questi 150 punti forti del territorio potranno avere alla «Bochard» una vetrina centrale multimediale ed interattiva, in grado di mettere in sinergia le risorse dei beni culturali ed ambientali, beni patrimoniali che ora sono isolati e praticamente abbandonati all’oblio, al degrado, al saccheggio ed alla scomparsa.

Conservare non vuol dire essere conservatori e codini in senso politico; anzi, vuol dire avere un profondo senso di essere immersi nella cultura che è il retaggio del passato. Abbiamo ereditato un patrimonio fatto di beni che l’UNESCO classifica in materiali ed immateriali (tangibles and intangibles) ai primi appartiene ad es. l’edificio del Follone o ex Merlettificio Turck; ai secondi appartengono ad es. le abilità di confezionare pizzi al tombolo, saperi tradizionali conservati operativi ancora oggi dai discendenti della famiglia Turck. Sono questi i Beni Culturali che, insieme a quelli Ambientali godono di protezione legale, secondo normative internazionali, nazionali e locali, come dovrebbe essere previsto dai piani comunali.

Ma il territorio che è la casa comune, il deposito dei valori stratificatisi nel tempo, è anche l’identità ed il retaggio di una comunità e di ogni individuo. Quando siamo costretti a vivere in un ambiente asettico e standardizzato, come una cella di un carcere, la corsia di un ospedale, il corridoio di un supermarket, cerchiamo di evadere al più presto perché nessuno sente questi ambienti come luoghi familiari.

Quindi la città come coacervo di memorie, stratificazione di edifici, di pieni e di vuoti, di giardini e di orti, è la patria piccola, la portatrice della storia piccola (anche a volte grande), con le sue pagine più o meno importanti e più o meno ben conservate, è la nostra carta di identità perché non vogliamo essere apolidi; aperti con tutti gli altri e con tutte le tradizioni e le culture, ma senza rinunciare ai millenni che stanno alle e sulle nostre spalle.
Allora il nostro dovere è di discutere e concordare con tutti i cittadini (uso apposta questo termine illuminista di citoyens), visto il passato ed il presente,  quale deve essere il disegno del nostro comune futuro, la casa che vogliamo consegnare ai figli ed ai figli dei nostri figli, perché – come amo ricordare, a me stesso in primis – il patrimonio (i beni culturali ed ambientali, tangibles and intangibles) è un prestito che abbiamo ricevuto dalle generazioni future che noi dobbiamo saggiamente amministrare e valorizzare per noi e per i posteri.

Pinerolo si è trasformata nei millenni: nucleo preistorico durante l’Età del Bronzo e del Ferro, nel I millennio a. C., oppidum gallo-romano sulle alture collinari affacciantesi sulla pianura, città murata e fortificata dall’alto Medioevo fino alla fine del XVII secolo, prima capitale del Piemonte con i Principi d’Acaja – Savoia, fortezza francese di prima classe col Re Sole, sede di Provincia e di sotto-Prefettura con Napoleone, città artigiana fin dal Medioevo; da sempre città militare, con il periodo aulico della Cavalleria e col prestigio internazionale -tra Ottocento e Novecento fino alla seconda guerra mondiale- per essere la sede più importante per l’equitazione, surclassando il Cadre Noir di Saumur e la Spanische Hofreitschule di Vienna,  città operaia la cui vocazione attuale, tra post industriale, terziario avanzato e centro di servizi territoriali, stenta a trovare una regia autorevole con una linea che miri alto verso il futuro, disegnando la città che sarà Pinerolo nella seconda metà di questo primo secolo del terzo millennio d. C.

Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

 

Ma non si può pensare a Pinerolo in modo puntiforme e con l’ottica della città con ancora la antica cinta muraria, chiusa nella sua individualità; oggi occorrerebbe almeno ricuperare la visione strategica che fu propria del periodo napoleonico, dove il Pinerolese era una unità territoriale.

Nel non preistorico 1960, l’amministrazione di allora della città perpetrava una colossale infamia urbanistica: abbatteva proditoriamente l’enorme edificio, costruito a metà del ‘600 dal Vauban, architetto militare del Re Sole Luigi XIV, costituente la caserma detta Hotel di Cavalleria e l’annesso maneggio, in una settimana, sperando di alzare una fungaia di grattacieli e fare enormi profitti; fortunatamente i funghi non crebbero e rimase un piazzale addossato ai rialzi dei bastioni e dei fossati che ancora oggi corrono fino alla Piazza d’Armi. La Commissione comunale di Disegno Urbano che nell’Ottocento discuteva lo stile dei Portici Nuovi di Corso Torino era scomparsa da tempo e mai più riformata.

Dopo «cento anni di solitudine», per dirla con Garcia Marquez recentemente scomparso, concludo con un segno positivo: l’Amministrazione di Pinerolo ha istituito quattro anni fa una Commissione Civica per i Beni Culturali di Pinerolo, formata da vari esperti per dare consulenza all’Amministrazione sulle tematiche di cui abbiamo trattato. Ma, in cauda venenum, non posso esimermi dal far notare che questa Commissione non è più stata informata né convocata (è presieduta dal Sincaco) da circa due anni, nonostante che i progetti e le tematiche relative al patrimonio culturale di Pinerolo siano divenuti quotidiani punti di esternazioni di volontà di dialogo aperto e di formazione di «squadre».

Un lavoro che era stato individuato come prioritario per la Città era l’inventario completo del Patrimonio Culturale da realizzarsi con schede ad hoc. A casaccio, elenchiamo alcune criticità del patrimonio monumentale edilizio cittadino: Palazzo Vittone, Chiesa di S. Agostino, Collegio dei Gesuiti, Caserme francesi ex Tribunale, Palazzo Acaja, Follone Turck.

Progettare nel campo dei Beni Culturali in modo oculato, a lungo termine e con un chiaro crono-programma è una operazione che richiede necessariamente un archivio aggiornato, un data-base ed un gruppo di lavoro qualificato (la Commissione Comunale Beni Culturali, in primis)  che sia attivato ed attivo.

Ovviamente si può e si deve parlare con tutti, cittadini, associazioni, enti vari, ma il non attivare la Commissione BB. CC. è un fatto misterioso e democraticamente inspiegabile.

Ce lo spiegheranno i candidati alle prossime elezioni che, sono certo, anche loro avranno messo nei loro intenti programmatici la Cultura al primo posto, seguendo le indicazioni governative del premier Matteo Renzi e del Ministro Dario Franceschini ?

Dario Seglie

Direttore Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo


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Libri per ciechi esenti da copyright: firmato il trattato di Marrakech 

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Il documento contiene eccezioni alla proprietà intellettuale per i libri destinati a persone con disabilità visiva, a patto che si rispetti il diritto d’autore. Al via le ratifiche. Oggi solo il 5% dei libri pubblicati è accessibile. 

BRUXELLES – Si avvicina il giorno storico in cui si stabilirà il principio secondo cui i libri in versione accessibile per i non vedenti (ovvero in audio, Braille, caratteri ingranditi o versione elettronica) saranno esenti da Copyright. A gennaio avevamo riportato di come ci fossero speranze, sotto la presidenza greca dell’Unione Europea, che l’UE stessa firmasse il Trattato di Marrakech che contiene eccezioni alla proprietà intellettuale per i libri destinati ai ciechi, agli ipovedenti e agli impossibilitati alla lettura su formato cartaceo. E la firma è puntualmente arrivata il 30 aprile, salutata con entusiasmo dalla European Blind Union, l’organizzazione che rappresenta i non vedenti europei, e dal Commissario per il Mercato Interno, il belga Michel Barnier.

Il trattato di Marrakech, adottato nel giugno 2013 dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, prevede un’eccezione obbligatoria al Copyright per le associazioni di ciechi e ipovedenti e per le biblioteche che producano, distribuiscano e rendano disponibili libri in formati accessibili, a patto che tali associazioni si premurino di rispettare il diritto d’autore, facendo in modo che i testi prodotti e distribuiti siano destinati a un pubblico di soli disabili visivi o persone che non possano leggere su carta. Inoltre il trattato sancisce che tali libri possano essere scambiati, a livello transnazionale, fra organizzazione e organizzazione. Ciò vuol dire, ad esempio, che se un ente autorizzato (ci si riferisce così alle associazioni nel trattato) in Argentina dispone di decine di migliaia di libri in Braille o audio in spagnolo, questi libri potranno essere distribuiti legalmente a tutti i ciechi che, in America Latina, in Spagna o nel mondo, conoscano quella lingua. Ciò ovviamente, a patto che i paesi coinvolti nella libera circolazione dei testi abbiano ratificato il trattato. In altre parole, il Trattato di Marrakech è un vero e proprio documento che regola l’import-export di libri accessibili.

La European Blind Union stima in 285 milioni i ciechi in tutto il mondo e afferma che solo il 5% dei libri che vengono pubblicati è oggi disponibile in versione accessibile. L’obiettivo dell’UE, per bocca del direttorato generale Mercato Interno della Commissione, è raggiungere il 100%. Il Trattato di Marrakech – una volta ratificato dagli Stati membri – sarà di beneficio soprattutto ai non vedenti e ipovedenti dei paesi in via di sviluppo, laddove la carenza di libri accessibili è più drammatica.

Ma cosa succede dopo la firma? Ora inizierà il processo di ratifica da parte dei singoli paesi che fanno parte dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale, e una volta che almeno venti fra essi avranno completato tale processo, il trattato entrerà ufficialmente in vigore e sarà vincolante. “La nostra campagna non finisce qui – ha dichiarato Wolfgang Angermann, presidente dell’Unione Europea dei Ciechi – ora dobbiamo spingere tutti gli Stati membri dell’Unione Europea a ratificare il trattato nel minor tempo possibile. Ci complimentiamo con la presidenza greca dell’UE per il passo avanti fatto con la firma, ma ora starà alla prossima presidenza italiana di spingere tutti i ventotto paesi europei a un’immediata ratifica. Infine non è solo importante che il trattato venga ratificato in Europa. Deve entrare in vigore nel maggior numero di paesi possibile in tutto il mondo perché solo così se ne aumenterà esponenzialmente l’efficacia e si porrà fine alla carestia endemica di libri che affligge ciechi e ipovedenti”.

Maurizio Molinari

Se vuoi leggere l’articolo originale clicca qui:
http://www.pressin.it/leggi.php?idarticolo=37038

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Press-IN è un servizio offerto dall’associazione Lettura Agevolata Onlus

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Maschere dell’Himalaya e del Tibet: la collezione Proserpio in mostra

La tradizione delle danze sacre himalayane e delle maschere arcaiche provenienti da Tibet e Nepal è al centro della mostra organizzata dalla Città di Grugliasco e dall’Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare, in collaborazione con il Centro Studi Silvio Pellico.

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Maurizio Menicucci

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Terre d’Acaia, il nuovo portale di cultura, letteratura e ambiente ai piedi del Monviso

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Nasce ufficialmente Terre d’Acaia, il portale di promozione e valorizzazione delle Alpi e della pianura che guarda al Monviso. Il Far West d’Italia, l’ovest estremo, ricco di opportunità e tradizioni. Un’area che ha vissuto intensamente la storia, dalla grandiosa epopea della Pietra Verde, all’epoca celtica e romana, con insediamenti e scontri. Un Medioevo appassionante, le guerre di religione, lo scontro fra i Savoia e la Francia, le guerre partigiane. Il grande sviluppo industriale e il declino. Una terra da vivere, da visitare, da conoscere.

Il portale Terre d’Acaia, nato su iniziativa del Centro Studi Silvio Pellico, è una realizzazione delle associazioni culturali che credono nelle Terre d’Acaia e che si impegnano per valorizzarne il patrimonio diffuso. La collaborazione è aperta a tutti i volontari che desiderano apportare il proprio contributo.

 


 

C’est officiellement né Terres d’Acaia, le portail de promotion et valorisation des Alpes et de la plaine proche du Mont Viso. Le « Far West » d’Italie, l’ouest extrême, riche en opportunités et en traditions. Une zone qui a intensément vécu l’histoire, de la grandiose épopée de la Pierre Verte à l’époque celtique et romaine, avec établissements habités et combats. Un Moyen Age passionné, les grandes guerres de religion, les luttes qui ont vus s’opposer la famille des Savoie et la France, les guerres des résistants. L’éblouissant développement industriel et le déclin. Une terre à vivre, à visiter, à connaître.

Le portail Terres d’Acaia, né à l’initiative du Centre d’Etudes Silvio Pellico, est une réalisation des associations qui croient à la possibilité de faire vivre ces terres et qui sont engagées pour valoriser leur patrimoine. La collaboration est ouverte à tous les volontaires qui désirent apporter leur contribution.

 


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Maurizio Campisi

L’America Latina, terra del futuro

Martedì 19 novembre 2013 il giornalista Maurizio Campisi presenta il suo ultimo saggio a Pinerolo

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La pietra verde del Monviso

monti e ortiche

Settemila anni fa, dalle Alpi Occidentali all’Europa, gli uomini del Neolitico commerciarono e diffusero la giada del Monviso, creando un’economia intorno alla montagna simbolo del Piemonte.

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A Dario Seglie il Premio “Bronzi di Riace”

Si è svolta il 16 settembre 2013, con un ricevimento all’Ambasciata d’Italia a Montecarlo, la cerimonia di consegna del Premio Nazionale “Bronzi di Riace” , organizzato dalla Pro Loco di Reggio Calabria, con il patrocinio e la collaborazione della Regione Calabria, della Provincia e del Comune di Reggio Calabria.

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Volontari a regola d’arte, un corso per valorizzare i beni culturali

L’Ufficio per la Pastorale del Turismo della Diocesi di Pinerolo organizza un percorso formativo sull’arte sacra del pinerolese per guide volontarie.

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Il progetto letteratura del territorio

L’impegno che il Centro Studi Silvio Pellico sta profondendo nella valorizzazione e divulgazione del patrimonio storico artistico dell’area pinerolese, non ci sta distraendo da un progetto precedente e più ampio che nasce insieme alla nostra associazione culturale. Come noto, il Centro Studi Silvio Pellico promuove diversi marchi editoriali, proprietà delle rispettive case editrici: Marcovalerio anzitutto, la maggiore per storia e numero di titoli a catalogo; Ajisaipress, piccolo marchio specialistico che diffonde a livello internazionale veri gioielli legati al ricamo antico e moderno: Vita Edizioni, la casa editrice di proprietà della Diocesi di Pinerolo, che produce anche interessanti volumi.

Si tratta di un “lavoro culturale” molto particolare, legato al quadro generale dell’editoria italiana. Molti marchi vivono un momento di difficoltà e il rischio che interi cataloghi scompaiano per la crisi sarebbe a nostro parere un danno irreversibile per la cultura italiana.

Vogliamo salvare la produzione culturale italiana e soprattutto tenere vivi i classici dell’Ottocento e del Novecento che, in modo strisciante, stanno scivolando via dalle librerie ma anche dalla consapevolezza dei lettori.

Per questa ragione, il Centro Studi Silvio Pellico sta portando avanti un piano di salvataggio, non finanziario, purtroppo, perché mancano i mezzi necessari, ma meramente culturale. Salvare i cataloghi, tenerli vivi, per riconsegnarli eventualmente agli editori che, ci auguriamo, riprenderanno a operare o rinasceranno dopo questa crisi devastante.

Contemporeaneamente, stiamo lavorando alla nascita di una grande iniziativa di valorizzazione letteraria dell’area che guarda al Monviso. Non l’ennesimo premio letterario, ma qualcosa di più ampio, che ponga i semi di una letteratura storica e narrativa in quest’area così densa di cultura e ispirazione, eppure così poco descritta. Presto, attraverso iniziative sul campo, seminari e, se riusciremo, un premio, saremo in azione anche su questo versante.

Se siete interessati, prendete contatto.


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La nostra ricchezza richiederebbe soltanto un piccolo impegno

di Marco Civra
Presidente del Centro Studi Silvio Pellico

L’attenzione mediatica scatenata dalla visita di Vittorio Sgarbi agli affreschi della cappella di Sant’Anna in Cercenasco nel mese di luglio è sicuramente servita a sollevare il velo sullo stato generale di semi abbandono del patrimonio culturale italiano e, per quanto ci riguarda, del pinerolese.

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Rete culturale del Pinerolese, le proposte di Volvera

Un intervento
di Attilio Beltramino,
sindaco di Volvera e socio fondatore del Centro Studi Silvio Pellico

Attilio Beltramino

Attilio Beltramino

Ho letto con interesse l’intervento di Dario Seglie con il quale, dopo la denuncia di Vittorio Sgarbi per lo stato di degrado degli affreschi di Sant’Anna di Cercenasco, ha formulato ed assegnato al “Centro Studi Silvio Pellico” l’idea (per la verità, è un vero e proprio “compito a casa”) di promuovere la creazione di una rete dei beni culturali del Pinerolese.

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E intanto l’Italia butta un miliardo di euro UE destinati alla cultura

Beni culturali: L’Espresso, buttato un miliardo di fondi Ue

(ASCA) – Roma, 18 lug – Un miliardo di euro stanziati dall’Europa per salvare chiese, monumenti, parchi archeologici italiani e che sono a disposizione da sei anni, ma che non abbiamo spesi. E che Bruxelles sta per riprendersi: da Sibari a Venezia, fino a Trieste. Decine di progetti gia’ finanziati che non partono per colpa della burocrazia e del disinteresse delle amministrazioni e soltanto il 50% degli interventi gia’ decisi ha visto la luce. Ma anche il miliardo gia’ utilizzato e’ andato per lo piu’ sprecato in sagre di paese, restauri cosi’ malfatti che devono essere ripetuti a distanza di pochi anni, gare automobilistiche. La denuncia e’ del settimanale ‘L’Espresso’ che domani dedichera’ l’inchiesta principale proprio agli ‘sprechi’ dei beni culturali. Sul settimanale, infatti, sara’ possibile leggere il perche’ la villa Adriana di Tivoli, la Reggia di Caserta o i Bronzi di Riace ”vadano in malora quando ci sarebbero disponibili i soldi per riportarli al loro splendore”. Secondo quanto riportato nell’anticipazione, l’unico piano che ha recuperato fondi gia’ a disposizione per Pompei e’ quello che ha varato d’urgenza l’ex ministro Fabrizio Barca: in questo modo si sono salvati in extremis i 105 milioni di euro che la Ue si stava riprendendo e che erano parte del piano per gli ‘attrattori culturali’, una strategia da oltre un miliardo di euro che secondo i commissari Ue avrebbe rilanciato l’economia del Sud grazie a cultura e turismo. Ma nel 2011, a cinque anni dalla partenza del progetto, non era stato speso neppure un centesimo. E sono arrivate le multe: la prima e’ arrivata nel 2011, la seconda nel 2012, per un totale di quasi 50 milioni che sono stati restituiti a Bruxelles. red/gc

Fonte. ASCA – http://www.asca.it/news-Beni_culturali__L_Espresso__buttato_un_miliardo_di_fondi_Ue-1298378.html

Questo il link all’inchiesta completa su L’Espresso


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Cappella di Sant’Anna a Cercenasco. Visita virtuale

Per attirare l’attenzione sui preziosi affreschi quattrocenteschi del Maestro di Cercenasco, nella cappella di Sant’Anna, abbiamo realizzato una piccola visita virtuale tridimensionale.

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A Masterpiece of the Art of the Fifteenth Century that is in danger of extinction

comitatomaestrodicercenasco

The frescoes of the “Master of Cercenasco” in the apse of St. Anna, located in the center of the town of Cercenasco, a small center of the plain of Pinerolo, in Piedmont (Italy), are in state of serious degradation.

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Salviamo la Cappella di Sant’Anna a Cercenasco

È nato il comitato per la salvaguardia della Cappella di Sant’Anna di Cercenasco, in provincia di Torino, che ospita gli affreschi quattrocenteschi del “Maestro di Cercenasco”


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Les Esprits de la Nature. Una mostra a Tenda

Si inaugura venerdì 5 luglio 2013, alle ore 18, presso il Musée des Merveilles à Tende, Alpi Marittime (il Museo delle Meraviglie di Tenda, in Francia) la mostra

Les Esprits de la Nature

Croyances animistes
de l’époque gallo-romaine
et du Haut Moyen Âge
dans les Alpes méridionales

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Un algoritmo sostituirà i giornalisti

Un algoritmo sostituirà i giornalisti (via solotesto.info)

Frank Schirrmacher, editore del secondo giornale tedesco, Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha pubblicato un libro che sia in Germania sia in USA ha scatenato un profondo dibattito. Al centro la sua teoria dell’età dell’”informavores” ha coinvolto…

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Italy promises UNESCO it will not abandon Pompeii

Italy promises UNESCO it will not abandon Pompeii (via AFP)

Italy’s culture minister assured UNESCO on Sunday that efforts were being made to restore the long-neglected Roman city of Pompeii, after the United Nations organisation urged the country to speed up repairs. “Pompeii is a symbol for our country. UNESCO…

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Comunicati stampa, iniziative e progetti

I comunicati stampa, le iniziative e i progetti portati avanti dal Centro Studi Silvio Pellico da solo o in collaborazione con altri Enti pubblici e privati.


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Dai un’occhiata alla rassegna stampa internazionale

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