Category Archives: Cultura nel Pinerolese

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Sogno di un pomeriggio di mezz’autunno

Villa Cardon a San Germano Chisone


Sogno di un pomeriggio di mezz’autunno. Un sentiero fra gli alberi del giardino di Villa Cardon, anche studio della pittrice Tere Grindatto.

Su proposta di Joy Kawalko e Giulia Marra, un percorso costellato di interventi dal teatro alla musica viene costruito da un gruppo di attori: Simone Morero, Andrés Reyes Saladrigas, Luca Storero, Magda Zaninetti, Massimiliano Toffalori, Sandra Morero, Gabriella Benedetto, Maurice Dupont.

Dai rami tra le foglie si affacciano quadri e opere dell’artista. Ci osservano? Vogliono parlarci?


 

 


Un invito a vivere e esplorare l’arte sotto diversi punti di vista. Dove ad arricchire l’esperienza del pubblico, accanto all’osservazione dei quadri, tra fronde e fili d’erba, appare un suono, un movimento, una voce… Gli oggetti d’arte si sono trasformati in soggetti. Gli attori si sono fatti invadere e suggerire, hanno risposto, inventato, animato.

 



Sospettiamo che un filo rosso connetta le opere i movimenti le installazioni. Ma non abbiamo tempo di pensarci, una guida ci invita a guardare, assorbire, sognare. Procediamo cauti e curiosi. Momenti di stupore e di meraviglia si alternano a flussi di silenzio e perplessità.
Lo spettacolo è un susseguirsi di performance e immagini visive.

 


Ciascun attore si è costruito una scena, dove vengono coinvolte specifiche opere della pittrice : installazioni, sculture, quadri, materiali misti. Nell’onda site-specific, le azioni si adattano allo spazio creato dalle opere posizionate in angoli scelti del giardino. Dalle immagini, forme e colori, nascono e si evolvono altre scene. Si fondono o si sovrappongono.

 

Ogni attore si accosta in modo diverso. Alcuni interagiscono allo stesso piano delle opere: un corpo diventa statua, un suono diventa forma. Altri animano o interagiscono con i personaggi dei quadri, mescolando la loro voce a visi di donne che ci guardano. Talvolta creano da soli un quadro vivente, una rappresentazione estemporanea. Altri ancora prendono le distanze, occupando il ruolo di spettatori ironici; oppure esplorano le impressioni suscitate dalle opere, restituendole al pubblico in vari linguaggi.

 

Erano pensieri seri o era un mondo di trastullo e di giochi? E se fosse la stessa cosa?

 

Il percorso si propone di sottolineare il continuo mutarsi dei significati : soggettivare lo spettatore, conferirgli la piena libertà di interpretazione, perché ognuno possa cogliere o no suggestioni e stimoli, per farne l’esperienza che desidera.

Joy Kawalko

 


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Il Vescovo di Pinerolo visita la Cappella di Sant’Anna a Cercenasco

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Grazie al Vescovo di Pinerolo, mons. Derio Olivero, che lo scorso 13 aprile ha visitato la Cappella di Sant’Anna. Il Vescovo, che è anche responsabile regionale per i beni monumentali della Chiesa, ha particolarmente apprezzato gli affreschi del Maestro di Cercenasco, la cui Madonna del Latte si può ammirare a Pinerolo, nella navata laterale destra di San Maurizio, e proposto di inserire il piccolo gioiello della pianura nel progetto delle “aperture automatiche” dei monumenti ecclesiali piemontesi.


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Vita diocesana pinerolese

Cultura a Pinerolo? Parliamone ancora

Come noto le mie prese di posizione sulla gestione culturale degli enti pubblici in generale sono raramente in linea con il pensiero condiviso da altri operatori e presidenti di associazioni. Per questa ragione intervengo a titolo squisitamente personale, mettendoci, come si dice, la faccia.

In vista dell’importante convegno che si svolgerà a Pinerolo il 30 settembre 2017 su iniziativa dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro della Diocesi, e del quale riporto la locandina, invitando gli assessori alla cultura del territorio (di tutto il territorio) a partecipare, tre temi risultano di attualità e, in qualche modo, insisteranno sul tavolo dei relatori. Sicuramente negli appunti del sottoscritto. Li affronto per ordine di importanza.

La nuova legge quadro della cultura della Regione Piemonte

L’assessore regionale alla cultura, Antonella Parigi, nei confronti della quale notoriamente non ho mai esternato particolare stima, sia beninteso non per una questione di parte politica, ha partorito dopo un lungo lavoro il disegno di legge che dovrebbe portare la Regione Piemonte a un nuovo assetto delle politiche culturali e di sostegno in generale al settore.

Il testo completo lo potete leggere comodamente in un articolo di Gabriele Ferraris, ovviamente linkato per vostra comodità. È lunghetto, ma se siete addetti ai lavori non potete non sciropparvelo da cima a fondo. Rispetto alla sicumera che ha contraddistinto in passato la creatrice del carrozzone più farlocco e costoso che si potesse immaginare, quel Circolo dei Lettori che considero una bocciofila per fighetti attempati, l’assessore Antonella Parigi ha compiuto molti passi avanti. Non quanti sostiene Gabriele Ferraris, tanto suo sostenitore quanto acerrimo nemico dell’assessore torinese Leon e del sindaco Appendino, ma notevoli.

La partecipazione, innanzitutto, anche se mediata dal solito gruppetto di amici autoreferenziati, ha permesso di realizzare lo scorso anno gli Stati generali della cultura, dove qualche sassolino dalle scarpe i veri operatori della cultura, quelli che i conti sanno farli quadrare e cultura vera ne producono, hanno potuto toglierselo. La partecipazione, per quanto scomoda, è un caposaldo del quale la Regione pare volersi finalmente farsi carico. Non ci aspettiamo che per partecipare gli invitati debbano dimostrare di saper leggere e scrivere, altrimenti il gruppetto di amici autoreferenziati non potrebbe intervenire, ma almeno non saranno le uniche voci a dettare legge. Si spera.

La programmazione, basata su un piano triennale, dovrebbe aiutare il territorio a uscire dalle logiche dell’emergenza che hanno caratterizzato le recenti vicende legate al Salone del Libro e al taglio delle risorse. Programmazione che, a quanto si legge nel disegno di legge, dovrebbe investire anche il delicato capitolo delle strutture da ammodernare o semplicemente rendere fruibili. E qui arriviamo alle questioni del territorio pinerolese, delle quali parleremo più avanti. È chiaro che gli operatori culturali, per poter sviluppare programmi e iniziative di qualità, non possano vivere alla giornata, basandosi sull’aleatorietà degli spazi e delle risorse economiche disponibili di anno in anno, sia per quanto riguarda l’ente pubblico sia per quanto riguarda le Fondazioni.

La collaborazione di sistema deve altresì diventare un metodo imprescindibile di lavoro in campo culturale. Fare sistema fra pubbliche amministrazioni in un territorio omogeneo significa concordare le programmazioni delle iniziative. Che nel terzo millennio si pensi ancora che uno spettacolo, una fiera del libro, una manifestazione abbiano come bacino di utenza privilegiato il territorio di un singolo Comune rivela una concezione piuttosto arcaica. I flussi di fruizione delle iniziative culturali coinvolgono non solo le aree circostanti, ma possono diventare occasione di promozione turistica ed economica. Mi soffermo appena, a questo proposito, sul progetto Terre d’Acaia, al quale il Centro Studi Silvio Pelico lavora da oltre tre anni, con esiti alterni, e purtroppo con il sostegno di alcune amministrazioni soltanto, fra le quali non brilla affatto per capacità e volontà quella della Città di Pinerolo e in particolare dell’assessore Francesca Costarelli, che ha preferito impiegare risorse pubbliche per un’iniziativa separata e già moribonda piuttosto che sostenere, a costo zero per i contribuenti, un’iniziativa di più ampio respiro. Vicenda per la quale rimando alle considerazioni precedenti relative al “gruppetto di amici autoreferenziati”.

Pinerolo 1 – La bulimia di spazi inutilizzati

Pur non essendo in sintonia con un vecchio settimanale locale del territorio, generalmente intento al pettegolezzo piuttosto che al giornalismo, devo ammettere obtorto collo che l’editoriale di Paola Molino, comparso su questa testata il 20 settembre, affronta con lucidità e chiarezza il desolante quadro del dibattito culturale in atto nella Città di riferimento delle Terre d’Acaia. Le amministrazioni precedenti e, in qualche modo, anche l’attuale, hanno sempre annunciato con orgoglio le acquisizioni, o meglio le donazioni pelose, di vecchi edifici da destinare, con tanto di vincolo, alla cultura. Le associazioni si sono scapicollate per la primogenitura sulle idee per utilizzare Palazzo Vittone, da trent’anni in attesa di fondi che non arriveranno mai, la Caserma Bochard, per la quale sono stati organizzati convegni, congressi, votazioni, visite guidate e quant’altro senza naturalmente trovare il becco d’un quattrino, ora Palazzo detto degli Acaia, che sta lentamente ma inesorabilmente crollando malgrado l’intervento urgente di tamponamento. Se nel mucchio aggiungiamo, citando a caso, il Türck, in attesa del prossimo incendio, l’ex Tribunale, in attesa che la struttura, attualmente funzionale, inizi a degradarsi nell’abbandono, l’ex Municipio di Abbadia Alpina, oggetto di una battaglia meno popolare per salvarlo dall’abbattimento, abbiamo una quantità di edifici da fare impazzire di piacere gli architetti. Peccato che, sulla base delle scarse risorse disponibili, ma soprattutto delle miopi visioni amministrative, non ci sia la benché minima idea di cosa farne.

Intanto i Musei Civici languono in sedi che definire fatiscenti appare un eufemismo. Tempo fa azzardai la proposta all’assessore Martino Laurenti di prendere una mazza da baseball e, sotto minaccia fisica, imporre ai direttori dei musei di fare squadra, deportandoli tutti insieme in un’unica sede, adeguata allo scopo. Magari una sede dove i visitatori, sul modello francese, potessero trascorrere più ore, passando da un museo all’altro, con un unico biglietto (sì, un biglietto, perché la cultura, se di qualità, deve essere pagata), trovare ristoro, svolgere attività didattiche al sicuro e con adeguati supporti multimediali condivisi. La resistenza dei protagonisti resta forte, come ha sottolineato Paola Molino, e ciascuno preferisce sedere su un personale trono coperto di ragnatele che tentare una minima collaborazione. L’autorevolezza dell’amministrazione, in compenso, resta debole, come fu debole quella precedente che preferì lasciarsi scappare una convenzione con l’Università di Torino per inseguire il sogno infranto della Scuola infermieri al fine di non dispiacere un ente privato che continua a succhiare energie alla Città.

Pinerolo 2 – Misurarsi con i risultati e non con le risorse

È di oggi la polemica sollevata da un’associazione di respiro locale, Pensieri in Piazza, che annuncia la sospensione delle proprie attività per il taglio dei fondi ad essa destinati da parte dell’assessore Martino Laurenti. Non entro nel merito della vicenda, e mi limito a dare atto all’associazione di aver realizzato diverse iniziative nel territorio comunale, per buona parte legate alla presentazione di libri, e all’assessore di aver puntualizzato che la risorse messe a disposizione erano note in precedenza.

Eppure ci sono altre associazioni che di iniziative ne hanno realizzate altrettante, anche presentando libri, e di fondi non hanno avuto bisogno. Basti pensare al Percorso letterario De Amicis, bellissima idea scaturita dal cervello movimentista di Maurizio Trombotto e dal lavoro frenetico dei volontari di Italia Nostra. Oltre ottanta persone si sono presentate, in un pomeriggio domenicale, sul sagrato della Basilica di San Maurizio, versando felici un’offerta di 5 euro per partecipare. Non saranno milioni, e certo non bastano per restaurare Palazzo degli Acaja, ma hanno permesso a Italia Nostra di aprire la Chiesa di Santa Chiara e allestire una pregevole mostra.  Se parliamo di volontariato, volontariato sia. E nello stesso giorno, il Centro Studi Silvio Pellico ha presentato la nuova edizione di Alle porte d’Italia, riuscendo persino a venderne diverse copie, senza per questo chiedere all’amministrazione comunale un contributo. Anzi, versando a sua volta un contributo a un’altra associazione.

Non è una questione secondaria, in quanto…

La cultura è un’attività economica.

Inorridisco ogni qual volta un relatore, generalmente un assessore intento a difendere la propria fettina di bilancio pubblico, starnazza sulle “ricadute” degli investimenti in campo culturale. Al tempo di Gianni Oliva, la tesi era che ogni euro speso dall’ente pubblico portasse a un ritorno economico di sette euro. I sette euro non si sono mai visti, ma in compenso, per tenere in piedi la dorata e un poco lussuriosa poltrona di Rolando Picchioni, gli euro di ricaduta erano diventati diciassette, secondo il celebre matematico Michele Coppola. Come sia andata a finire con il Salone del Libro lo sappiamo tutti. E per fortuna ci è arrivata anche la magistratura, con qualche annetto di ritardo, che è costato milioni ai contribuenti.

Al coro degli assessorini si unisce naturalmente quello dei presidentini di associazioncine. Una pletora di mendicanti del contributo che nel nome del diritto universale alla cultura allungano la manina per elemosinare qualche centinaio o migliaio di euro da destinare a iniziative lodevolissime quanto intimissime: dibattiti sull’aria cotta a micro-onde, presentazioni di best seller per otto lettori, conferenze in lingua swahili medievale per ascoltatori groenlandesi.

Anche il pane è un diritto universale, eppure non mi risulta che i panettieri di Pinerolo e dei Comuni limitrofi annuncino di sospendere la produzione di pagnotte per colpa dei tagli dei contributi da parte delle amministrazioni pubbliche. Le biove le vendono, magari facendosi una sana concorrenza sulla qualità del prodotto, e, se sono panettieri con una coscienza e un senso di solidarietà nei confronti dei poveri, alla sera regalano il pane avanzato ai bisognosi piuttosto che gettarlo. Se il loro pane è scadente, probabilmente cambieranno attività, cedendo il passo a fornai più abili e preparati.

La cultura deve essere considerata un’attività economica e come tale deve misurarsi con il mercato. Non è vero, è una bugia spacciata da artisti alternativi di vetusta formazione bolscevica, che il pubblico non sia in grado di scegliere e che senza contributi pubblici non sia possibile proporre opere o allestimenti di qualità. Personalmente opero nell’editoria da decenni e il quadro delle produzione libraria dimostra che a patire la crisi, pur evidente, del settore, non sono gli editori di qualità e di contenuto, ma i produttori di non-book, di raccolte di fotografie di gattini e di ricette scopiazzate malamente. Le ingenti risorse finanziarie che ogni anno il Centro Studi Silvio Pellico destina alla produzione di libri per ipovedenti derivano dagli avanzi di gestione derivanti dalla vendita di opere culturalmente impegnative di saggistica universitaria. Il pubblico è perfettamente in grado di scegliere la qualità e la premia.

Le conferenze di elevato contenuto, gli spettacoli di apprezzabile allestimento, ottengono pubblico e dal pubblico ottengono risorse, se l’associazione che li promuove ha sufficiente capacità manageriale. Volontariato non significa approssimazione. Significa impegno della volontà e della capacità. Se mancano volontà e capacità, non saranno i quattrini regalati a pioggia a elevare le proposte.

Il sostegno pubblico deve facilitare, non finanziare.

Facilitare e sostenere le attività culturali è piuttosto facile e richiede scarse risorse. Qualche volta basterebbe un semplice atto amministrativo che, superando le logiche formali, vada a operare sulla sostanza dei bilanci. Torniamo al Comune di Pinerolo, dove un’associazione che voglia proporre un’iniziativa culturale deve, a tutt’oggi, corrispondere il diritto di affissione per le locandine e, se l’iniziativa si svolge negli spazi pubblici, corrispondere l’occupazione del suolo. Se l’iniziativa necessita di spazi coperti, dovrà anche pagare l’affitto di sale e teatri, anche se a prezzo di favore.

Naturalmente gli incassi sono virtuali, perché le associazioni prive di risorse ben si guarderanno dal diffondere locandine o affittare spazi, mentre quelle strutturate come il nostro Centro Studi utilizzeranno preferibilmente spazi di qualità di altri enti, magari Fondazioni private, e non saloni fatiscenti, o promuoveranno le proprie iniziative attraverso testate di ampia diffusione e non locandine affisse in qualche vetrina di un centro storico in decadenza. Il Comune, alla fine, non incassa nulla. In compenso scoraggia. Cambiare prospettiva non comporterebbe alcun costo per l’amministrazione, nessun mancato incasso.

Un cambio radicale di visione si impone. Perché governare con onestà è sicuramente indispensabile, ma usare anche il cervello è essenziale.

Ci vediamo, se ritenete di partecipare, il 30 settembre 2017.

In calce aggiungo l’articolo del settimanale IL MONVISO che ha ripreso in un ampio articolo più generale alcuni passaggi di questo intervento:


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La tutela del creato, convegno il 30 settembre

Non poteva che concludersi all’insegna della cultura il mandato episcopale di mons. Pier Giorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo, che si prepara a lasciare l’incarico per raggiunti limiti di età. E per sottolineare la convinzione che la cultura sia strumento di benessere per le persone, l’Ufficio pastorale sociale e del lavoro, guidato dal dr Giancarlo Chiapello, oltre che nostro validissimo socio, ha organizzato, con la collaborazione e il sostegno della Fondazione Cappellin, un convegno che farà il punto sul lavoro artistico come strumento di bellezza ma anche di costruzione della dignità umana.

L’appuntamento è fissato per il 30 settembre 2017, a partire dalle ore 17,00, presso l’Accademia di Musica di viale Giolitti 7 a Pinerolo. Introdurranno i lavori mons. Debernardi e Mario Cappellin. Alle 20, per concludere, il concerto di violino e pianoforte con Esther Saglia e Claudio Berra.

Anche il Centro Studi Silvio Pellico sarà presente con una testimonianza del presidente, dr Marco Civra, che illustrerà le ricadute in atto sul territorio del progetto Terre d’Acaia.


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Ambiente e salute 2017

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È un successo l’iniziativa dell’associazione ANAPACA onlus di Pinerolo, che in collaborazione con il Centro Studi Silvio Pellico ha promosso e organizzato una serie di incontri sulla salute e qualità ambientale. Esperti nazionali hanno presentato le criticità dell’ambiente, dal suolo alla qualità dell’aria con una serie di appuntamenti preserali, in un contesto leggero, come quello dell’aperitivo in un locale pubblico, per affrontare temi pesanti.

L’idea di ANAPACA è vincente: la cultura può essere rilassante e divertente, anche quando affronta temi rilevanti che richiedono attenzione.


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MOSTRA: “CAVALLI E CAVALIERI, DALLA PREISTORIA ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE” Exhibition “HORSES AND KNIGHTS From the Prehistory to the First World War”

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CAVALLI E CAVALIERI
Dalla Preistoria alla Prima Guerra Mondiale

PINEROLO 7 NOVEMBRE 2015 – 29 MAGGIO 2016

La Mostra internazionale, distribuita in tre sedi, offre un ampio panorama sull’argomento Cavalli e Cavalieri spaziando dall’arte preistorica di famose caverne e siti archeologici fino alle cavallerie della Grande Guerra 1915 – 18. E’ evidenziata la Scuola di Cavalleria che rese celebre Pinerolo nel mondo intero all’inizio del XX secolo, grazie a Federigo Caprilli, istruttore militare inventore della moderna equitazione sportiva.
La Preistoria è sviluppata con scenografie a giochi di luci che ricreano l’atmosfera dei primi templi dell’umanità, le grotte nella cui oscurità le immagini di un ricchissimo mondo mitico e religioso furono dipinte ed incise sulle pareti rocciose fin da 35 mila anni fa. Contenitore aulico è la magnifica Chiesa seicentesca di S. Agostino, costruita come ex voto della Città di Pinerolo per la peste che infuriava nel 1630, quando fu presa dalle truppe francesi del Re Sole Luigi XIV, comandate personalmente dal cardinale Richelieu. Nel medesimo è trattato l’argomento della origine e dell’evoluzione degli equidi fino all’affermazione delle forme attuali. La sapiente e grandiosa opera allestitiva della Mostra, progettata da Tere Grindatto che, come sempre da oltre 25 anni, ha realizzato l’esposizione tenendo in conto anche la necessaria importante valorizzazione dei capolavori della chiesa, vero gioiello che viene aperto, con la mostra, alla fruizione dei cittadini e delle scolaresche.
Al Museo Nazionale Storico dell’Arma di Cavalleria, il più importante complesso espositivo del settore presente in Europa, sono presentate, seguendo un fil rouge, le vicende della Cavalleria Italiana con particolare riguardo ai reperti, divise, armamenti, bardature equestri, fatti e personaggi che hanno caratterizzato la partecipazione italiana alla Prima Guerra Mondiale 1915 – 1918. Nelle grandi sale del monumentale edificio che fu realizzato a metà dell’Ottocento per dar vita a Pinerolo alla Scuola Militare di Equitazione, è possibile ripercorrere l’epopea della Cavalleria italiana e la sua partecipazione al primo conflitto mondiale di cento anni fa, e quindi, commemorare le vicende ed i personaggi salienti. Una sezione della mostra è dedicata alla Scuola Veterinaria ed alla Mascalcia Militare che in Pinerolo ebbero un ruolo di primaria importanza, con iniziative che perdurano tutt’oggi nel settore ippico sportivo.
Nella Biblioteca Civica “Alliaudi” è installata una sezione della Mostra che tratta l’argomento cavalli e libri nell’arte, con la presentazione di pubblicazioni, documenti, fotografie d’epoca, stampe ed incisioni che sono conservate nella grande Biblioteca di Pinerolo ed anche nell’annesso Archivio Storico, vero “pozzo di San Patrizio” che contiene reperti, cimeli e documenti di grandissimo pregio, normalmente non visibili, e che, per l’occasione, escono alla luce per narrare vicende cittadine che hanno fatto la Storia di Pinerolo.

 


HORSES AND KNIGHTS
From the Prehistory to the First World War

PINEROLO November 7, 2015 – May 29, 2016

The International exhibition, distributed in three locations, offers a wide view on the subject Horses and Riders ranging from the art of the famous prehistoric caves and archaeological sites to the Cavalry of the Great War in 1915 – 18. It is highlighted the Cavalry School, which made famous Pinerolo in the whole world in the early twentieth century, thanks to Federigo Caprilli, military instructor, inventor of the modern natural system of the riding.

Prehistory is developed with games of sets of lights that recreate the atmosphere of the early temples of humanity, the caves, in which darkness, images of a rich mythical and religious world were painted and engraved on the rock walls as early as 35,000 years ago. Aulic container is the magnificent seventeenth-century Church of St. Augustine, built as a votive offering of the City of Pinerolo for the plague that was raging in 1630, when the fortress was taken by French troops of the Sun King, Louis XIV, commanded personally by Cardinal Richelieu. In the same issue is dealt the origin and evolution of equine untill the affirmation of the actual forms.
The masterly and magnificent preparation of the Exhibition, designed by Tere Grindatto that, as always over 25 years, has made the exposure taking into account the necessary important enhancement of the masterpieces of the church, a jewel that is open, thanks to the exhibition, for the fruition of citizens and school groups.
At the National Historical Museum of the Cavalry, the largest exhibition complex of the field in Europe, are presented, following a common thread, the story of the Italian Cavalry with emphasis on the findings, uniforms, weapons, equestrian harnesses, events and people that characterize the Italian participation in the First World War in 1915 – 1918. in the large rooms of the monumental building that was built in the mid-nineteenth century to give birth in Pinerolo to the Military School of Equitation, you can retrace the epic of the Italian Cavalry and its participation in the first World War a century ago, and then, commemorating the events and the salient characters.
A section of the exhibition is dedicated to the Veterinary School and the Military Farriery that, in Pinerolo, played a major role, with initiatives that persist today in equestrian sports.
In the Library “Alliaudi” is installed a section of the Exhibition illustrating the topic of the horses in the books and in the art, with the presentation of publications, documents, vintage photographs, prints and engravings that are preserved in the great library of Pinerolo and also in the annex Historical Archive, real “Well of St. Patrick” that contains artifacts, memorabilia and documents of very high value, normally not visible, and that, for the occasion, come to the light to tell stories that have shaped the city’s history of Pinerolo.

INAUGURAZIONE ITINERANTE PER LE TRE SEDI DELLA MOSTRA
SABATO 7 NOVEMBRE 2015 ORE 15:30
Alla presenza delle massime Autorità Militari, Civili e Religiose

Chiesa di S. Agostino – Via Principi d’Acaja
Ore 15:30

Museo Storico dell’Arma di Cavalleria
Viale Giolitti 5
ore: 16,30

Biblioteca Civica “Alliaudi”
Via Cesare Battisti 11
Ore: 17:30
Rinfresco

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CAVALLI E CAVALIERI
Dalla Preistoria alla Prima Guerra Mondiale

Mostra promossa da:
CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica
Museo Civico di Archeologia e Antropologia, Pinerolo
Comando Regione Militare Nord – Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, Pinerolo
Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino
Biblioteca Civica “Alliaudi”, Pinerolo
Università di Torino, Dipartimento di Culture, Politica e Società.

Patrocini e Ringraziamenti:
Presidenza della Repubblica
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Regione Piemonte – Assessorato alla Cultura
Ufficio Scolastico Regionale Piemonte
Torino Città Metropolitana
Città di Pinerolo
Fondazione Cassa di Risparmio di Torino
Italia Nostra del Pinerolese
Vita Diocesana Pinerolese
Circolo Sociale 1806, Pinerolo
Centro Studi “Silvio Pellico”
L’Eco del Chisone – L’Eco Mese
IFRAO – International Federation Rock Art Organizations
ICOM – International Council on Museums

Collezioni arte rupestre:
CeSMAP – Pinerolo

Collaboratori italiani:
Ricchiardi Piero, Presidente CeSMAP
Dario Seglie e Daniele Ormezzano, Coordinatori della Mostra
Roberto Seglie, Segretario Generale CeSMAP
Enrico Comba, Università di Torino, Vice Direttore CeSMAP
Ten. Col. Paolo Caratori, Direttore Museo Arma di Cavalleria
GianPiero Casagrande, Direttore Biblioteca Civica
Vincenzo Fedele e Vincenzo Blasio – Associazione Didattica di Podologia Equina e Mascalcia.

Collaboratori esteri:
Hipólito Collado Giraldo, IFRAO President, Director de Arqueología, Junta de Extremadura, Spagna
Fernando Coimbra, Instituto Terra e Memória e Centro de Geociências della Universitá di Coimbra, Portogallo
Davide Delfino, Câmara Municipal de Abrantes e Centro de Geociências della Universitá di Coimbra, Portogallo
Pedro Cantalejo Duarte – Conservador de la Cueva de Ardales (Málaga), Spagna
Ketty Ratero Morán – Coordinadora Zona Arqueológica de Siega Verde, Spagna
Daniel Garrido Pimentel – Coordinador de la Red de Cuevas Prehistóricas y Centros Culturales de Cantabria, Spagna
Marc Groenen – Chaire d’art et d’archéologie préhistoriques, Université Libre de Bruxelles, Belgio
José Antonio Lasheras – Director del Museo de Altamira, Spagna.

Progettazione generale degli allestimenti:
Tere Grindatto

Allestimenti e Laboratorio:
Remo Cardon, Giorgio Quaglia, Franco Carminati,
Adalberto Fiorillo, Giuseppe Irrera

Grafica e comunicazione, mediaplanning:
Mario Fina, graphic designer

Layout dei pannelli e informatica:
Francesca Bassetti

Video:
Pierantonio Oppezzo, Jean Pierre Baux

Illuminotecnica:
Dario Ghinaudo – Projecad

Sezione Didattica:
Angela Falcone, Emanuela Genre e Collaboratori

Ufficio Stampa e Segreteria CeSMAP:
Cristina Menghini

Servizi giornalistici:
Maurizio Menicucci, RAI-TV, Torino
Patrizio Righero, Vita Diocesana Pinerolese

Servizi giornalistici esteri:
Andrew Howley, National Geographic – Washington DC, USA

Servizi museali:
I.RI.S. – Istituto Ricerche Socioterritoriali, Pinerolo

Conferenze sul tema:
Museo Storico Arma di Cavalleria Pinerolo
Circolo Sociale 1806, Pinerolo

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Mostra a cura del
CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica,
Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo
Città di Pinerolo – Assessorato alla Cultura

Dal 7 Novembre 2015 al 29 Maggio 2016

Orari:
Chiesa di S. Agostino – Apertura al pubblico:
Domenica: 15,30 – 18,30

Museo Storico dell’Arma di Cavalleria – Apertura al pubblico:
Martedì e Giovedì: 9,00 – 11,30 / 14,00 – 16,00
Domenica: 10,00 – 12,00 / 15,00 – 18,00

Biblioteca Civica “Alliaudi” – Apertura al pubblico:
dal Lunedì al Venerdì: 9,00 – 19,00
2° e 4° Sabato del mese: 9,00 – 12,00

Visite guidate per scuole e gruppi: tutti i giorni, prenotazione obbligatoria.
Tel. +39 0121 794382 – Fax. +39 0121 75547
Web: www.cesmap.it
www.facebook.com/cesmap.pinerolo – www.facebook.com/didattica.cesmap
E-mail: didatticacesmap@alice.it


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Cavalli e Cavalieri, una grande mostra a Pinerolo

Mostra

CAVALLI E CAVALIERI

Dalla Preistoria alla Prima Guerra Mondiale

PINEROLO 7 NOVEMBRE 2015 – 29 MAGGIO 2016

La Mostra internazionale, distribuita in tre sedi, offre un ampio panorama sull’argomento Cavalli e Cavalieri spaziando dall’arte preistorica di famose caverne e siti archeologici fino alle cavallerie della Grande Guerra 1915 – 18. E’ evidenziata la Scuola di Cavalleria che rese celebre Pinerolo nel mondo intero all’inizio del XX secolo, grazie a Federigo Caprilli, istruttore militare inventore della moderna equitazione sportiva.

La Preistoria è sviluppata con scenografie a giochi di luci che ricreano l’atmosfera dei primi templi dell’umanità, le grotte nella cui oscurità le immagini di un ricchissimo mondo mitico e religioso furono dipinte ed incise sulle pareti rocciose fin da 35 mila anni fa. Contenitore aulico è la magnifica Chiesa seicentesca di S. Agostino, costruita come ex voto della Città di Pinerolo per la peste che infuriava nel 1630, quando fu presa dalle truppe francesi del Re Sole Luigi XIV, comandate personalmente dal cardinale Richelieu. Nel medesimo è trattato l’argomento della origine e dell’evoluzione degli equidi fino all’affermazione delle forme attuali. La sapiente e grandiosa opera allestitiva della Mostra, progettata da Tere Grindatto che, come sempre da oltre 25 anni, ha realizzato l’esposizione tenendo in conto anche la necessaria importante valorizzazione dei capolavori della chiesa, vero gioiello che viene aperto, con la mostra, alla fruizione dei cittadini e delle scolaresche.

Al Museo Nazionale Storico dell’Arma di Cavalleria, il più importante complesso espositivo del settore presente in Europa, sono presentate, seguendo un fil rouge, le vicende della Cavalleria Italiana con particolare riguardo ai reperti, divise, armamenti, bardature equestri, fatti e personaggi che hanno caratterizzato la partecipazione italiana alla Prima Guerra Mondiale 1915 – 1918. Nelle grandi sale del monumentale edificio che fu realizzato a metà dell’Ottocento per dar vita a Pinerolo alla Scuola Militare di Equitazione, è possibile ripercorrere l’epopea della Cavalleria italiana e la sua partecipazione al primo conflitto mondiale di cento anni fa, e quindi, commemorare le vicende ed i personaggi salienti. Una sezione della mostra è dedicata alla Scuola Veterinaria ed alla Mascalcia Militare che in Pinerolo ebbero un ruolo di primaria importanza, con iniziative che perdurano tutt’oggi nel settore ippico sportivo.

Nella Biblioteca Civica “Alliaudi” è installata una sezione della Mostra che tratta l’argomento cavalli e libri nell’arte, con la presentazione di pubblicazioni, documenti, fotografie d’epoca, stampe ed incisioni che sono conservate nella grande Biblioteca di Pinerolo ed anche nell’annesso Archivio Storico, vero “pozzo di San Patrizio” che contiene reperti, cimeli e documenti di grandissimo pregio, normalmente non visibili, e che, per l’occasione, escono alla luce per narrare vicende cittadine che hanno fatto la Storia di Pinerolo.

Locandina cavalieri

Mostra promossa da:

CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica

Museo Civico di Archeologia e Antropologia, Assessorato alla Cultura di Pinerolo

Comando Regione Militare Nord – Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, Pinerolo

Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino

Biblioteca Civica “Alliaudi”, Pinerolo

Università di Torino, Dipartimento di Culture, Politica e Società.

Patrocini e Ringraziamenti:

Presidenza della Repubblica

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Regione Piemonte – Assessorato alla Cultura

Ufficio Scolastico Regionale Piemonte

Torino Città Metropolitana

Città di Pinerolo

Fondazione Cassa di Risparmio di Torino

Italia Nostra del Pinerolese

Vita editrice

Vita Diocesana Pinerolese

Circolo Sociale 1806, Pinerolo

Centro Studi “Silvio Pellico”

L’Eco del Chisone – L’Eco Mese

IFRAO – International Federation Rock Art Organizations

ICOM – International Council on Museums

INAUGURAZIONE ITINERANTE PER LE TRE SEDI DELLA MOSTRA

SABATO 7 NOVEMBRE 2015 ORE 15:30

Alla presenza delle massime Autorità Militari, Civili e Religiose

I

Chiesa di S. Agostino – Via Principi d’Acaja

Ore 15:30

Museo Storico dell’Arma di Cavalleria

Viale Giolitti 5

ore: 16,30

Biblioteca Civica “Alliaudi”

Via Cesare Battisti 11

Ore 17:30

Rinfresco


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Avviati i lavori di recupero della Cappella di Sant’Anna

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Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori per il rifacimento del tetto della Cappella di Sant’Anna a Cercenasco. L’amministrazione comunale ha inserito ufficialmente i lavori di recupero del monumento nel proprio programma per il prossimo quadriennio. Si tratta di un impegno economico rilevante. Il recupero funzionale del tetto  eviterà che i preziosi affreschi quattrocenteschi subiscano danni irreparabili.

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Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

Pinerolo: gli edifici storici implorano attenzione

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La Commissione Civica per i Beni Culturali di Pinerolo da due anni non è più stata convocata.

Palazzo Vittone, Chiesa di Sant’Agostino, Collegio dei Gesuiti, Caserme francesi ex Tribunale, Palazzo Acaja e Follone Turck sono alcune delle criticità che richiedono interventi urgenti e intelligenti.

(da: VITA Diocesana Pinerolese, Anno 5 – N. 8 – Domenica 4 Maggio 2014)

 

Tra poche settimane, i cittadini saranno chiamati alle urne per eleggere i loro rappresentanti al Parlamento europeo, al Consiglio regionale ed in molti Comuni del Pinerolese. Una giornata quindi di eccezionale importanza per il nostro futuro, per l’Europa nel contesto mondiale, per il Piemonte e per il nostro territorio. Democraticamente, tutti dovremo esprimere, con la partecipazione al voto, la nostra idea di governance, continentale e locale.

Pinerolo, che non rinnova la sua Amministrazione comunale, è la città capofila del territorio e quindi deve avere una visione ampia di area; ogni sua decisione (o indecisione) crea effetti territoriali vasti e complessi. L’abolizione della Provincia e Torino che diventa città metropolitana sono due fatti nuovi che dovrebbero costituire un tema di dibattito democraticamente ampio ed articolato; il disegno del nostro futuro sarà da porre in mano a persone -elette- capaci e determinate a trovare la sintesi tra interessi locali e quelli di altri territori, ovviamente legittimi, ma contrapposti e tendenzialmente in conflitto. Il Pinerolese, da molto tempo, ha pochi rappresentanti negli enti sovraordinati, e il declino che stiamo subendo è anche appesantito da questa situazione di minor rappresentatività.

Una risorsa straordinaria del nostro territorio è la sua unicità antropologica e culturale, essendo terra di frontiera, multiculturale fin dal Medioevo; i Governi centrali, dopo aver dichiarato che «con la cultura non si mangia» (Giulio Tremonti), recentemente, per bocca del Ministro per i Beni Culturali e anche Turismo (Dario Franceschini), hanno variato il tiro dichiarando che la Cultura è come «petrolio» per l’Italia, la  più importante fonte di risorse a nostra disposizione; «mi hanno dato il più importante dicastero economico» ha detto Franceschini subito dopo il giuramento al Quirinale, «tutela e valorizzazione, … coordinamento col sistema dei Comuni, … investimenti per la cultura e turismo». Quindi si sta inaugurando un nuovo corso: non si può più soltanto vivacchiare (con i musei quasi sempre chiusi ed i monumenti lasciati crollare per impotenza ed incuria), ma è necessario un vero e proprio programma nazionale di interventi mirati in grado di fornire prospettive e futuro all’immensa ricchezza italica che possediamo.

La recente notizia della dismissione della ex-Caserma di Cavalleria «Bochard», che passerà in proprietà al Comune di Pinerolo per usi culturali, è un segnale nella direzione espressa dal Ministro Franceschini; il «polo culturale» che intende creare il Sindaco Eugenio Buttiero nei grandi edifici militari è esattamente su questa linea. I temi da affrontare per riempire di contenuti concreti questo «polo» sono ancora tutti da discutere, progettare, scrivere. Con una premessa, fin da subito: questo «polo» non dovrà essere solo un centro di servizi della città, ma dovrà avere una valenza ed un valore a livello territoriale per tutto il Pinerolese. Ad esempio, una proposta che ha già avuto larga adesione è quella presentata dal Centro Studi «Silvio Pellico» che invita a coordinare 150 beni culturali ed ambientali del nostro territorio definito come «Terre d’Acaia»; tre beni «faro» per ogni Comune  dei circa 50 che costellano, dal confine con la Francia fino alla linea delle risorgive nella pianura, un territorio di circa 200.000 abitanti. Questi 150 punti forti del territorio potranno avere alla «Bochard» una vetrina centrale multimediale ed interattiva, in grado di mettere in sinergia le risorse dei beni culturali ed ambientali, beni patrimoniali che ora sono isolati e praticamente abbandonati all’oblio, al degrado, al saccheggio ed alla scomparsa.

Conservare non vuol dire essere conservatori e codini in senso politico; anzi, vuol dire avere un profondo senso di essere immersi nella cultura che è il retaggio del passato. Abbiamo ereditato un patrimonio fatto di beni che l’UNESCO classifica in materiali ed immateriali (tangibles and intangibles) ai primi appartiene ad es. l’edificio del Follone o ex Merlettificio Turck; ai secondi appartengono ad es. le abilità di confezionare pizzi al tombolo, saperi tradizionali conservati operativi ancora oggi dai discendenti della famiglia Turck. Sono questi i Beni Culturali che, insieme a quelli Ambientali godono di protezione legale, secondo normative internazionali, nazionali e locali, come dovrebbe essere previsto dai piani comunali.

Ma il territorio che è la casa comune, il deposito dei valori stratificatisi nel tempo, è anche l’identità ed il retaggio di una comunità e di ogni individuo. Quando siamo costretti a vivere in un ambiente asettico e standardizzato, come una cella di un carcere, la corsia di un ospedale, il corridoio di un supermarket, cerchiamo di evadere al più presto perché nessuno sente questi ambienti come luoghi familiari.

Quindi la città come coacervo di memorie, stratificazione di edifici, di pieni e di vuoti, di giardini e di orti, è la patria piccola, la portatrice della storia piccola (anche a volte grande), con le sue pagine più o meno importanti e più o meno ben conservate, è la nostra carta di identità perché non vogliamo essere apolidi; aperti con tutti gli altri e con tutte le tradizioni e le culture, ma senza rinunciare ai millenni che stanno alle e sulle nostre spalle.
Allora il nostro dovere è di discutere e concordare con tutti i cittadini (uso apposta questo termine illuminista di citoyens), visto il passato ed il presente,  quale deve essere il disegno del nostro comune futuro, la casa che vogliamo consegnare ai figli ed ai figli dei nostri figli, perché – come amo ricordare, a me stesso in primis – il patrimonio (i beni culturali ed ambientali, tangibles and intangibles) è un prestito che abbiamo ricevuto dalle generazioni future che noi dobbiamo saggiamente amministrare e valorizzare per noi e per i posteri.

Pinerolo si è trasformata nei millenni: nucleo preistorico durante l’Età del Bronzo e del Ferro, nel I millennio a. C., oppidum gallo-romano sulle alture collinari affacciantesi sulla pianura, città murata e fortificata dall’alto Medioevo fino alla fine del XVII secolo, prima capitale del Piemonte con i Principi d’Acaja – Savoia, fortezza francese di prima classe col Re Sole, sede di Provincia e di sotto-Prefettura con Napoleone, città artigiana fin dal Medioevo; da sempre città militare, con il periodo aulico della Cavalleria e col prestigio internazionale -tra Ottocento e Novecento fino alla seconda guerra mondiale- per essere la sede più importante per l’equitazione, surclassando il Cadre Noir di Saumur e la Spanische Hofreitschule di Vienna,  città operaia la cui vocazione attuale, tra post industriale, terziario avanzato e centro di servizi territoriali, stenta a trovare una regia autorevole con una linea che miri alto verso il futuro, disegnando la città che sarà Pinerolo nella seconda metà di questo primo secolo del terzo millennio d. C.

Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

Pinerolo, Caserme francesi (sec. XVII), ex Tribunale (dal 2014)

 

Ma non si può pensare a Pinerolo in modo puntiforme e con l’ottica della città con ancora la antica cinta muraria, chiusa nella sua individualità; oggi occorrerebbe almeno ricuperare la visione strategica che fu propria del periodo napoleonico, dove il Pinerolese era una unità territoriale.

Nel non preistorico 1960, l’amministrazione di allora della città perpetrava una colossale infamia urbanistica: abbatteva proditoriamente l’enorme edificio, costruito a metà del ‘600 dal Vauban, architetto militare del Re Sole Luigi XIV, costituente la caserma detta Hotel di Cavalleria e l’annesso maneggio, in una settimana, sperando di alzare una fungaia di grattacieli e fare enormi profitti; fortunatamente i funghi non crebbero e rimase un piazzale addossato ai rialzi dei bastioni e dei fossati che ancora oggi corrono fino alla Piazza d’Armi. La Commissione comunale di Disegno Urbano che nell’Ottocento discuteva lo stile dei Portici Nuovi di Corso Torino era scomparsa da tempo e mai più riformata.

Dopo «cento anni di solitudine», per dirla con Garcia Marquez recentemente scomparso, concludo con un segno positivo: l’Amministrazione di Pinerolo ha istituito quattro anni fa una Commissione Civica per i Beni Culturali di Pinerolo, formata da vari esperti per dare consulenza all’Amministrazione sulle tematiche di cui abbiamo trattato. Ma, in cauda venenum, non posso esimermi dal far notare che questa Commissione non è più stata informata né convocata (è presieduta dal Sincaco) da circa due anni, nonostante che i progetti e le tematiche relative al patrimonio culturale di Pinerolo siano divenuti quotidiani punti di esternazioni di volontà di dialogo aperto e di formazione di «squadre».

Un lavoro che era stato individuato come prioritario per la Città era l’inventario completo del Patrimonio Culturale da realizzarsi con schede ad hoc. A casaccio, elenchiamo alcune criticità del patrimonio monumentale edilizio cittadino: Palazzo Vittone, Chiesa di S. Agostino, Collegio dei Gesuiti, Caserme francesi ex Tribunale, Palazzo Acaja, Follone Turck.

Progettare nel campo dei Beni Culturali in modo oculato, a lungo termine e con un chiaro crono-programma è una operazione che richiede necessariamente un archivio aggiornato, un data-base ed un gruppo di lavoro qualificato (la Commissione Comunale Beni Culturali, in primis)  che sia attivato ed attivo.

Ovviamente si può e si deve parlare con tutti, cittadini, associazioni, enti vari, ma il non attivare la Commissione BB. CC. è un fatto misterioso e democraticamente inspiegabile.

Ce lo spiegheranno i candidati alle prossime elezioni che, sono certo, anche loro avranno messo nei loro intenti programmatici la Cultura al primo posto, seguendo le indicazioni governative del premier Matteo Renzi e del Ministro Dario Franceschini ?

Dario Seglie

Direttore Museo Civico di Archeologia e Antropologia di Pinerolo


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La pietra verde del Monviso

monti e ortiche

Settemila anni fa, dalle Alpi Occidentali all’Europa, gli uomini del Neolitico commerciarono e diffusero la giada del Monviso, creando un’economia intorno alla montagna simbolo del Piemonte.

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Volontari a regola d’arte, un corso per valorizzare i beni culturali

L’Ufficio per la Pastorale del Turismo della Diocesi di Pinerolo organizza un percorso formativo sull’arte sacra del pinerolese per guide volontarie.

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Cultura e sistema culturale nel Pinerolese

Dario Seglie

Il prof. Dario Seglie

“Quando sento parlare di cultura metto mano alla Luger” – Sempre Partigiani.

Quella frase celebre e nefasta, “quando sento parlare di cultura metto mano alla pistola”, fu attribuita a Göring ed a Goebbels, ma anche altri gerarchi nazisti la pronunciavano volentieri, visto che riassumeva così bene il loro mondo ideale.
Recentemente un gerarca italico, anzi un ministro in carica, ebbe a dire: “con la cultura non si mangia”, anche lui esprimendo bene il suo mondo ideale.

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Il progetto letteratura del territorio

L’impegno che il Centro Studi Silvio Pellico sta profondendo nella valorizzazione e divulgazione del patrimonio storico artistico dell’area pinerolese, non ci sta distraendo da un progetto precedente e più ampio che nasce insieme alla nostra associazione culturale. Come noto, il Centro Studi Silvio Pellico promuove diversi marchi editoriali, proprietà delle rispettive case editrici: Marcovalerio anzitutto, la maggiore per storia e numero di titoli a catalogo; Ajisaipress, piccolo marchio specialistico che diffonde a livello internazionale veri gioielli legati al ricamo antico e moderno: Vita Edizioni, la casa editrice di proprietà della Diocesi di Pinerolo, che produce anche interessanti volumi.

Si tratta di un “lavoro culturale” molto particolare, legato al quadro generale dell’editoria italiana. Molti marchi vivono un momento di difficoltà e il rischio che interi cataloghi scompaiano per la crisi sarebbe a nostro parere un danno irreversibile per la cultura italiana.

Vogliamo salvare la produzione culturale italiana e soprattutto tenere vivi i classici dell’Ottocento e del Novecento che, in modo strisciante, stanno scivolando via dalle librerie ma anche dalla consapevolezza dei lettori.

Per questa ragione, il Centro Studi Silvio Pellico sta portando avanti un piano di salvataggio, non finanziario, purtroppo, perché mancano i mezzi necessari, ma meramente culturale. Salvare i cataloghi, tenerli vivi, per riconsegnarli eventualmente agli editori che, ci auguriamo, riprenderanno a operare o rinasceranno dopo questa crisi devastante.

Contemporeaneamente, stiamo lavorando alla nascita di una grande iniziativa di valorizzazione letteraria dell’area che guarda al Monviso. Non l’ennesimo premio letterario, ma qualcosa di più ampio, che ponga i semi di una letteratura storica e narrativa in quest’area così densa di cultura e ispirazione, eppure così poco descritta. Presto, attraverso iniziative sul campo, seminari e, se riusciremo, un premio, saremo in azione anche su questo versante.

Se siete interessati, prendete contatto.


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La nostra ricchezza richiederebbe soltanto un piccolo impegno

di Marco Civra
Presidente del Centro Studi Silvio Pellico

L’attenzione mediatica scatenata dalla visita di Vittorio Sgarbi agli affreschi della cappella di Sant’Anna in Cercenasco nel mese di luglio è sicuramente servita a sollevare il velo sullo stato generale di semi abbandono del patrimonio culturale italiano e, per quanto ci riguarda, del pinerolese.

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Rete culturale del Pinerolese, le proposte di Volvera

Un intervento
di Attilio Beltramino,
sindaco di Volvera e socio fondatore del Centro Studi Silvio Pellico

Attilio Beltramino

Attilio Beltramino

Ho letto con interesse l’intervento di Dario Seglie con il quale, dopo la denuncia di Vittorio Sgarbi per lo stato di degrado degli affreschi di Sant’Anna di Cercenasco, ha formulato ed assegnato al “Centro Studi Silvio Pellico” l’idea (per la verità, è un vero e proprio “compito a casa”) di promuovere la creazione di una rete dei beni culturali del Pinerolese.

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E intanto l’Italia butta un miliardo di euro UE destinati alla cultura

Beni culturali: L’Espresso, buttato un miliardo di fondi Ue

(ASCA) – Roma, 18 lug – Un miliardo di euro stanziati dall’Europa per salvare chiese, monumenti, parchi archeologici italiani e che sono a disposizione da sei anni, ma che non abbiamo spesi. E che Bruxelles sta per riprendersi: da Sibari a Venezia, fino a Trieste. Decine di progetti gia’ finanziati che non partono per colpa della burocrazia e del disinteresse delle amministrazioni e soltanto il 50% degli interventi gia’ decisi ha visto la luce. Ma anche il miliardo gia’ utilizzato e’ andato per lo piu’ sprecato in sagre di paese, restauri cosi’ malfatti che devono essere ripetuti a distanza di pochi anni, gare automobilistiche. La denuncia e’ del settimanale ‘L’Espresso’ che domani dedichera’ l’inchiesta principale proprio agli ‘sprechi’ dei beni culturali. Sul settimanale, infatti, sara’ possibile leggere il perche’ la villa Adriana di Tivoli, la Reggia di Caserta o i Bronzi di Riace ”vadano in malora quando ci sarebbero disponibili i soldi per riportarli al loro splendore”. Secondo quanto riportato nell’anticipazione, l’unico piano che ha recuperato fondi gia’ a disposizione per Pompei e’ quello che ha varato d’urgenza l’ex ministro Fabrizio Barca: in questo modo si sono salvati in extremis i 105 milioni di euro che la Ue si stava riprendendo e che erano parte del piano per gli ‘attrattori culturali’, una strategia da oltre un miliardo di euro che secondo i commissari Ue avrebbe rilanciato l’economia del Sud grazie a cultura e turismo. Ma nel 2011, a cinque anni dalla partenza del progetto, non era stato speso neppure un centesimo. E sono arrivate le multe: la prima e’ arrivata nel 2011, la seconda nel 2012, per un totale di quasi 50 milioni che sono stati restituiti a Bruxelles. red/gc

Fonte. ASCA – http://www.asca.it/news-Beni_culturali__L_Espresso__buttato_un_miliardo_di_fondi_Ue-1298378.html

Questo il link all’inchiesta completa su L’Espresso


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Cappella di Sant’Anna a Cercenasco. Visita virtuale

Per attirare l’attenzione sui preziosi affreschi quattrocenteschi del Maestro di Cercenasco, nella cappella di Sant’Anna, abbiamo realizzato una piccola visita virtuale tridimensionale.

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Pinerolo - Il Palazzo degli Acaja, oggi inagibile, possibile futura sede dell'Archivio Storico della Città

E adesso creiamo una rete dei beni culturali

Dopo la denuncia di Vittorio Sgarbi per lo stato di degrado degli affreschi di Sant’Anna di Cercenasco, abbiamo invitato i principali operatori culturali dell’area pinerolese ad avanzare le proprie proposte.

Ecco l’intervento del prof. Dario Seglie, direttore del CeSMAP

Il Centro Studi “Silvio Pellico” ha messo al centro della propria attività la peculiarità ed importanza dei Beni Culturali del Pinerolese, un patrimonio inestimabile ma poco noto – fuori dalla cerchia degli insiders – e perciò trascurato, quando non anche ignorato dagli stakeholder della governance del territorio.

Pinerolo - Palazzo Vittone. Stand-up dello staff del CeSMAP in favore della conservazione dei Beni Culturali degli Aborigeni australiani (2006)

Pinerolo – Palazzo Vittone. Stand-up dello staff del CeSMAP in favore della conservazione dei Beni Culturali degli Aborigeni australiani (2006)

Per uscire dai termini gergali, parliamo proprio di certi amministratori locali, sindaci e assessori vari, i quali sembrano esser sempre “presi” da altri importanti ed impellenti problemi ed attività. E così, nell’incosciente ignavia dei responsabili, impermeabili anche agli appelli della società civile (Italia Nostra, WWF, FAI, Lega Ambiente, ecc.) il territorio perde pezzi importantissimi: ospedali, tribunali, camere di commercio, reggimenti, palazzi, chiese e monumenti che sono l’emblema della storia ma che cadono in rovina, progetti museali che pendono da decenni, infrastrutture culturali e turistiche del Pinerolese lasciate allo stadio larvale o manifestazioni coltivate solo attraverso raduni e festival da panem et circences, circhi che recentemente hanno anche perso una dozzina di tigri!

Come sagacemente affermato dal presidente del Centro Studi in un recente intervento, partendo dal faro acceso a Cercenasco grazie alla sensibilità, alla competenza ed alla potenza mediatica di un esperto di Beni Culturali qual è il Prof. Vittorio Sgarbi, sarebbe un peccato mortale se i sindaci e gli assessori, i presidenti dei sodalizi della società civile, non aderissero al progetto che il Centro Studi Silvio Pellico ha delineato e ha iniziato a sviluppare partendo, come è logico, da un punto importante ed irrinunciabile quale è il tesoro di arte e di storia costituito  dagli affreschi del Maestro di Cercenasco nella Cappella di Sant’Anna.

Pinerolo - La Scuola militare di Equitazione, oggi Museo Nazionale dell'Arma di Cavalleria

Pinerolo – La Scuola militare di Equitazione, oggi Museo Nazionale dell’Arma di Cavalleria

Per continuare nel solco dell’operatività, formulo un’idea: il Centro Studi “Silvio Pellico” potrebbe far individuare, per ogni Comune del Pinerolese, tre beni culturali da porre sotto i riflettori, per iniziare a creare la rete territoriale dei tesori da studiare, salvaguardare, valorizzare con un progetto unitario di area.

Pinerolo - Palazzo Vittone, sec. XVIII, sede dei Musei Civici, dopo i restauri delle facciate esterne, Febbraio 2013

Pinerolo – Palazzo Vittone, sec. XVIII, sede dei Musei Civici, dopo i restauri delle facciate esterne, Febbraio 2013

Per Pinerolo provo io ad anticipare tre eccellenze: Palazzo Vittone (sede dei Musei Civici), il Museo Nazionale dell’Arma di Cavalleria e lo storico Maneggio “Caprilli” (un unicum europeo), il Palazzo dei Principi d’Acaja (da destinare ad Archivio Storico della Città).

Pinerolo - Il Palazzo degli Acaja, oggi inagibile, possibile futura sede dell'Archivio Storico della Città

Pinerolo – Il Palazzo degli Acaja, oggi inagibile, possibile futura sede dell’Archivio Storico della Città

Il nostro territorio è costituito da una cinquantina di Comuni: la prima lista dei beni culturali potrebbe quindi contare 150 eccellenze o beni “faro”, legati tra di loro in una Rete Culturale del Pinerolese, da organizzare in modo articolato e sinergico.

Pinerolo - La storica Cavallerizza "Caprilli", il maneggio coperto più grande d'Europa, 1911

Pinerolo – La storica Cavallerizza “Caprilli”, il maneggio coperto più grande d’Europa, 1911

2013-08-22lastampa


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A Masterpiece of the Art of the Fifteenth Century that is in danger of extinction

comitatomaestrodicercenasco

The frescoes of the “Master of Cercenasco” in the apse of St. Anna, located in the center of the town of Cercenasco, a small center of the plain of Pinerolo, in Piedmont (Italy), are in state of serious degradation.

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Salviamo la Cappella di Sant’Anna a Cercenasco

È nato il comitato per la salvaguardia della Cappella di Sant’Anna di Cercenasco, in provincia di Torino, che ospita gli affreschi quattrocenteschi del “Maestro di Cercenasco”


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Les Esprits de la Nature. Una mostra a Tenda

Si inaugura venerdì 5 luglio 2013, alle ore 18, presso il Musée des Merveilles à Tende, Alpi Marittime (il Museo delle Meraviglie di Tenda, in Francia) la mostra

Les Esprits de la Nature

Croyances animistes
de l’époque gallo-romaine
et du Haut Moyen Âge
dans les Alpes méridionales

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Alarm over state of Italy’s historic monuments

Alarm over state of Italy’s historic monuments (via AFP)

Alarm bells are ringing once more over the upkeep of Italy’s historic monuments, from the Roman city of Pompeii to the Colosseum, with budget cuts hampering repairs and UNESCO issuing a stern rebuke. “Over the last five years, the culture budget has…

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VISITA E PARTECIPA AL PROGETTO TERRE D'ACAIA