La pietra verde del Monviso

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La pietra verde del Monviso

monti e ortiche

Settemila anni fa, dalle Alpi Occidentali all’Europa, gli uomini del Neolitico commerciarono e diffusero la giada del Monviso, creando un’economia intorno alla montagna simbolo del Piemonte.

Una mostra e un percorso a ritroso in una preistoria affascinante e inattesa.

Dal 26 ottobre 2013 al 30 marzo 2013. Una mostra evento del CeSMAP, Centro Studi e Museo di Arte Preistorica di Pinerolo.

Le ricerche e gli scavi archeologici stanno sempre più retrodatando l’inizio della “civiltà”, anche con notevoli sorprese. L’uomo del neolitico viaggiava molto già “7.000 anni fa, dalle Alpi Occidentali all’Europa”, e con lui viaggiavano le idee e “La Pietra Verde del Monviso”, come ci illustra la mostra, promossa e curata del CeSMAP.

Eppure, nell’immaginario collettivo, l’uomo della pietra indossa ancora un vestito di pelle, ed è armato di una robusta clava. Si tratta di un modello che sembra arrivare da lontano, forse addirittura dalle rappresentazioni di Ercole con clava e pelle leonina. Sin dal medioevo ci furono rappresentazioni di “homo selvaticus” armato di clava o randello, nudo o vestito di foglie. Persino Adamo ed Eva, cacciati dal Paradiso Terrestre, dopo aver perso l’innocenza e la foglia di fico, e si coprirono con pelli di animali. Lo stesso fecero i loro figli, Caino ed Abele, ed i figli dei figli.

La raffigurazione del “Modern Human” di Ernst Haeckel ed i disegni satirici su Charles Darwin e sulla “teoria dell’evoluzione” definirono un prototipo, che si diffuse in fretta, sia nelle vignette di fine ‘Ottocento di Edward Tennyson Reed, sia nel secolo successivo, attraverso la nascita del cinema e dei racconti a fumetti. Questo modello dimorò con i dinosauri, cooptati dal tema del “mondo perduto”, allora in voga grazie a Jules Verne e rafforzatosi all’inizio del secolo successivo con Arthur Conan Doyle.

Il cavernicolo immaginato vive dunque in un mondo fuori dal tempo, che condivide con creature scomparse decine di milioni di anni prima. Un rozzo indumento di pelle e la clava fanno parte dello stereotipo. Lei, la donna delle caverne, veste disinvolti straccetti di pelle. Il suo aspetto ed i suoi capelli sono perennemente in ordine.

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Inaugurazione sabato 26 ottobre 2013 alle ore 16,30, presso la Chiesa di Sant’Agostina a Pinerolo.


2 Comments

Ermanno

Novembre 2, 2013at 6:34 pm

Complimenti all’Editore e webmaster. Ottima presentazione.

La mostra “La Pietra Verde” è eccellente come allestimento e molto interessante come argomento culturale: di smeraldo verde era il pettorale del Faraone, la pietra della corona di Lucifero, la Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto, di Giada verde erano le asce rituali dei popoli neolitici d’Europa 7.000 anni fa.
Alla ricerca della Pietra Verde è il titolo di un film degli anni ‘980; il Verde significa via libera, avanti; la Fata Verde era l’assenzio dei poeti romantici dell’800. Verde è la Primavera, la rinascita ! Verde è la pelle del serpente della Conoscenza. Verdi sono le Ofioliti del Monviso, montagna sacra fin dalla più remota antichità europea.

Centro Studi Silvio Pellico

Febbraio 11, 2014at 4:21 pm

Il CeSMAP propone la seconda conferenza organizzata nell’ambito della mostra “ La Pietra Verde del Monviso” dal titolo:

DA GÖBEKLI TEPE AL MONVISO
Da cacciatori ad agricoltori, tra 12.000 e 7000 anni fa

che si terrà MERCOLEDI’ 12 FEBBRAIO alle 20,45 presso il Salone delle Feste del Circolo Sociale, via Duomo 1, Pinerolo

Relatori
Dr. Maurizio Menicucci, Giornalista RAI-TV
Prof. Dario Seglie, Direttore CeSMAP – Museo Civico Archeologia e Antropologia

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